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da qui
Le realtà della vita sono fatte a modo loro: richiedono una lenta incubazione per venire alla luce.
Per un bambino sono nove mesi, per noi ci vollero due anni, giorno più, giorno meno. Fu lei a pronunciare la parola che, per salire alle labbra come un fiore, deve a lungo macerare nella terra: stiamo bene. Ecco, la discesa agli inferi sortiva il suo effetto, provocava la svolta necessaria. L’uomo e la donna non possono vivere di sola sofferenza: per fare una scelta, consapevole e convinta, hanno bisogno di sperimentare la verità dell’essere; e la verità dell’essere fa bene. Il Signore ci aveva condotti per strade imprevedibili, con fermezza ed ironia. Con tenerezza. Lui sapeva tutto: nulla gli sfuggiva delle nostre paure e resistenze, delle strutture che, col tempo, avevano sommerso l’immagine bella del suo genio creatore. C’eravamo dibattuti, ribellati, almeno interiormente; avevamo discusso e litigato; mille volte eravamo fuggiti ed altre mille c’eravamo ritrovati. Ora, guardando il cielo azzurro, le due palme immobili dalla finestra della stanza, pensavo alle tempeste, ai nubifragi, al freddo che ci aveva assiderato, ai pianti nascosti che cercavano conforto senza mai trovarlo. Guardavo il crocifisso, dritto davanti a me, sentivo che da Lui proveniva questo fiume sgorgato all’improvviso, come per miracolo: anzi, ero convinto più che mai che tutta questa storia, questo assurdo e affascinante viaggio, non fosse nient’altro che un miracolo, il miracolo eterno dell’amore.
FINE

“A volte la differenza fra star bene e star male è piccolissima ed è anche una questione di volontà.”
Giorgio Gaber
FINE? Come fine?! Così presto???
“Stiamo bene”- le parole che si pronuncia così raramente, perché di solito tutti sono abituati di lamentarsi, di cercare motivi di insoddisfazione.
“Stiamo bene”- le parole così semplice, ma che trasformano la gioia, la pace, la pace interna.
La vita bisogna affrontare con il coraggio e con la consapevolezza. Non è mai una strada dritta, non è mai tutto preciso come vogliamo. Spesso veniamo buttati nella vortice, spesso dobbiamo affrontare la tempesta nella nostra vita, ma dobbiamo rimanere e andare avanti, perché questo è la nostra strada che ci porta al sole.
Consapevolezza serve per imparare. Perché la vita è un continuo lezione, e ogni lezione serve per noi, per imparare affrontare nostra vita con coraggio e amore. Perché vivendo consapevole, si impara amare, anche se spesso attraverso dolore, attraverso la croce.
E’ così, il miracolo più bello siamo noi e non ce ne accorgiamo creature fatte per Amare ed amarci.
Gran bel volo sulle ali che non riescono ad aprirsi, quel volo che basterebbe per rendere a Dio tutta la nostra gratitudine.
un saluto e un grande sorriso dal profondo del mio cuore a te che non ci lasci mai soli.
ernestina.
Grazie per questa storia che si conclude in una storia che continua: la scoperta eterna, sempre misteriosa, faticosa talvolta, bella e inattesa certamente del seme che muore perchè qualcosa di molto, molto più grande cresca.
MIRACOLO
Miracolo è la vita, “miracolo eterno dell’amore” dove si muore per non morire.
La vita è Dio nel desiderio che salva: è una sentenza d’amore. E’ il gaudio divino, connubio trinitaro, che si dispiega nel tempo sull’ umanità, “brandelli d’esistenza disamorata”, in dolcezza nell’amaritudine: sintesi perfetta il celeste Corpo di Gesù: “forma irraggiungibile”, “che sia capace d’intendere e altrettanto audace da desiderare”.
Basta che io ami
Distruggono il mondo
A colpi di martello
Ma non mi importa
Non mi – importa davvero
Ne rimane abbastanza
Basta che io ami
Una piuma azzurra
Una pista di sabbia
Un uccello pauroso
Basta che io ami
Un filo d’erba sottile
Una goccia di rugiada
Un grillo di bosco
Possono rompere il mondo
In frantumi
Ne rimane abbastanza per me
Ne rimane abbastanza
Avrò sempre un po’ d’aria
Un filetto di vita
Un barlume di luce nell’occhio
E il vento nelle ortiche
E ancora, e ancora
Se mi mettono in prigione
Ne resta abbastanza per me
Ne resta abbastanza
Basta che io ami
Questa pietra corrosa
Questi uncini di ferro
Che trattengono un grumo di sangue
lo l’amo, io l’amo
La tavola consumata del mio letto
Il pagliericcio e lo scaldino
La polvere del sole
Amo lo spioncino che s’apre
Gli uomini che sono entrati
Che avanzano, che mi portano via
Ritrovare la strada del mondo
E ritrovare ii colore
Amo questi due lunghi montanti
Questo coltello a triangolo
Questi signori vestiti di nero
E’ la mia festa ed io sono orgoglioso
L’amo, l’amo
Questo paniere risonante
Dove poserò la mia testa
Oh, l’amo tanto
Basta che io ami ”
Un piccolo stelo d’erba azzurra
Una goccia di rugiada
Un amore di uccellino pauroso
Fracassano il mondo
Con i loro martelli pesanti
Ne rimane abbastanza per me
Ne rimane abbastanza, cuore mio.
Boris Vian
@ Ema
Una chiusa bellissima per questo ultimo capitolo.
Grazie, Ema.
@ F
Grazie a te, le poesie sono un miracolo.
@ d. Fabrizio
Grazie, Fabrizio, che hai saputo ferirci il cuore con la coscienza che l’Amore incarnato,”Cristo, è la parte migliore di ciascuno di noi, la verità crocefissa”.
“Stiamo bene”
Quale migliore fine si può sperare dopo una lettura così travagliata? Richiamo alla bellezza, il cammino dall’io al tu, esperienza di un equilibrio che rende possibile l’amore, il noi che compie il miracolo.
sì, stiamo bene!
La sincerità e bellezza di quest’ultimo post si coglie solo nella completezza della sua versione on-line.
“Stiamo bene” contro “Se tu mi dimentichi”.
Il finale di questo romanzo contro i versi di Neruda.
Tu sai com’è questa cosa: dimenticarsi…. un miracolo.