Traslochi

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da qui

Abbiamo paura. Ora che abbiamo smontato l’armadietto, gli scaffali della libreria, ora che in camera non c’è più nulla, che ogni soprammobile è stato ritenuto fuori luogo, che neanche un fiore ha un motivo per fermarsi; ora che il letto, l’abat-jour, la scrivania con la poltrona in pelle, la foto che occhieggiava sul mobile di fronte, il calendario appeso dal 31 dicembre, la sveglia, il telefono, la luce notturna; ora che persino le ciabatte sono state sfrattate dall’angolo nel muro; adesso che qualcuno porta dentro le sue cose – estranee, inquietanti, sconosciute -, restiamo stupiti, increduli, spiazzati. Ci sembra impossibile che la nostra cultura stia per fare la fine di ciò da cui ci siamo liberati. Adesso è tardi, forse, per cambiare.

4 pensieri su “Traslochi

  1. ema

    Tutte le speranze sono riposte nell’abat-jour.

    “Dalla lampada accesa
    (Un altro l’accese)
    Discende una bellezza
    Sul suolo che io sono”

    F. Pessoa

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  2. Ernesta Scappaticci

    “Adesso è tardi, forse, per cambiare.”
    Speriamo proprio di no!
    Io credo, io spero, io Amo.

    E tu che ci guardi non lasciarci di nuovo nel buio! ( a Don Mario, la mia preghiera )

    ernestina

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  3. F

    TRASLOCO
    E’ tempo di traslocare, di partire da una terra di ululati solitari alla terra promessa: l’Infinità inesplorata, viaggio nel “dolce Lume”-Cristo, senza calzari, nè bisaccia carica di amor proprio, superbia e prolungato ripiegamento sul proprio peccato: sosta che ritarda il cammino.
    “L’Amore infuso è la risposta di Dio alla sua ricerca” è l’arrivo allo “specchiarsi l’uno nell’altro, faccia a faccia, occhio nell’occhio, bacio nel bacio, al di là degli enigmi e delle immagini”
    (Guglielmo di S.Thierry)

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