È rinato, ma non in chiave consumistica, il rito del picnic. Da qualche tempo con i vecchi amici la domenica ci si ritrova su qualche prato delle nostre belle montagne a sbocconcellare un panino e a bere un bicchiere, parlando del difficile passato, del più difficile presente e del difficilissimo futuro.
Ogni domenica un posto diverso, deciso rigorosamente al momento, sulla base della tranquillità, della piacevolezza e dell’assenza di campo. A cellulari spenti si parla finalmente di ciò di cui non si può più parlare a voce alta in mezzo agli altri, per lettera, per telefono, per mail.
E se piove niente paura: un ombrello, una cerata e via andare. Siamo tipi tosti noi, ventenni negli Anni Settanta; e non ci troviamo per star comodi e fare baldoria, ma per parlare del difficile passato, del più difficile presente e del difficilissimo futuro.

La prox volta chiamami!!!
Un abbraccione
elisabetta
Cara Elisabetta,
si fanno discorsi da vecchi gufi, penso che tu sia più giovane e che ti annoieresti.
Ciao,
Roberto
un rito sano …l’importante è ri-trovarsi in mezzo alla natura.
un caro saluto e occhio alle formichine!
😉
Cara Carla,
visto l’andazzo meglio le formichine delle cimici 😉
Ciao,
Roberto
Finché ci saranno prati…. Un saluto dal 2015 (sopra la tovaglia da pic nic stesa in terrazza) agli amici degli anni 70!
Caro Matteo,
diciamo piuttosto: finché ci sarà ancora qualche vero prato senza tassametro, poi ci accontenteremo di prati bonsai o “verticali” da coltivare in terrazza ognuno per proprio conto.
Un caro saluto a te,
Roberto
per quanto possa essere difficile il presente e utopico il futuro, distesi sul prato basta volgere lo sguardo al cielo e le nuvole porteranno letizia e leggerezza ai pensieri parlati in amichevole complicità.
Buon divertimento
Francesco
Caro Francesco,
ho paura che ora come ora ci vorrebbe ben altro per distendere l’atmosfera.
Comunque grazie e un saluto,
Roberto