Provocazione in forma d’apologo 289

È rinato, ma non in chiave consumistica, il rito del picnic. Da qualche tempo con i vecchi amici la domenica ci si ritrova su qualche prato delle nostre belle montagne a sbocconcellare un panino e a bere un bicchiere, parlando del difficile passato, del più difficile presente e del difficilissimo futuro.

Ogni domenica un posto diverso, deciso rigorosamente al momento, sulla base della tranquillità, della piacevolezza e dell’assenza di campo. A cellulari spenti si parla finalmente di ciò di cui non si può più parlare a voce alta in mezzo agli altri, per lettera, per telefono, per mail.
E se piove niente paura: un ombrello, una cerata e via andare. Siamo tipi tosti noi, ventenni negli Anni Settanta; e non ci troviamo per star comodi e fare baldoria, ma per parlare del difficile passato, del più difficile presente e del difficilissimo futuro.

8 pensieri su “Provocazione in forma d’apologo 289

  1. robertorossitesta

    Cara Elisabetta,
    si fanno discorsi da vecchi gufi, penso che tu sia più giovane e che ti annoieresti.
    Ciao,
    Roberto

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    1. robertorossitesta

      Cara Carla,
      visto l’andazzo meglio le formichine delle cimici 😉
      Ciao,
      Roberto

  2. robertorossitesta

    Caro Matteo,
    diciamo piuttosto: finché ci sarà ancora qualche vero prato senza tassametro, poi ci accontenteremo di prati bonsai o “verticali” da coltivare in terrazza ognuno per proprio conto.
    Un caro saluto a te,
    Roberto

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  3. Francesco

    per quanto possa essere difficile il presente e utopico il futuro, distesi sul prato basta volgere lo sguardo al cielo e le nuvole porteranno letizia e leggerezza ai pensieri parlati in amichevole complicità.
    Buon divertimento
    Francesco

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  4. robertorossitesta

    Caro Francesco,
    ho paura che ora come ora ci vorrebbe ben altro per distendere l’atmosfera.
    Comunque grazie e un saluto,
    Roberto

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