Francesco Marotta, da Impronte sull’acqua (2008)
sapersi in sintonia
con la luce
franata dove sei stata
un attimo o una vita
prima che il
colore dell’assenza
riempisse lo spazio
vuoto dei tuoi
gesti, qui ogni cosa
tiene la conta di quello
che hai lasciato, qui
sento il tempo premermi
sul capo con tutto il
peso che ti riduce a
ombra, eco di un
corpo che acquista
movimento a ogni ricordo
a ogni fitta che
ricolma il palmo
di schegge, di voci, di
abbandono, stimmate
di chi muore a
chi non sa morire.
“Dell’altra moltitudine che abbiamo di versi, quasi infinita, ha scelto ciò che gli è riuscito o più elegante, o più poetico, o anche più filosofico, e infine, più bello […]” (*)
Segnalate o inviate versi a questo indirizzo: [email protected].
(*) Tratto dalla Prefazione alla crestomazia italiana de’ poeti di Giacomo Leopardi

ecco…la mia emili si è commossa e chiede umilmente che questa perla si lasci emigrare nella stanza 3
grazie
attende fiduciosa sul divano, io l’accarezzo