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da qui
Eppur si muove, qualcosa, nel mare
che da questa terrazza di Sirolo
è una coppa di vino tutto azzurro:
il sangue del Signore, misto a cielo.
Da quanti anni manchi da quassù,
con la tua voce lenta come il vento,
che è il solo a regalarmi una carezza
in questa fine d’agosto. Sul ferro
arroventato della balaustra
si specchia la paura di un bambino,
la domanda d’amore che tu solo
sapevi soddisfare, ad ogni costo.

Da Galileo alla melodia di Elgar; da Leopardi alla splendida violinista Sara Chang; dal sangue di Cristo a don Mario, tutte cose davvero sublimi, che danno senso e giustificano la nostra esistenza. E nel cuore… nel cuore c’è sempre un bambino , il fanciullo pascoliano, assetato d’amore.
Un abbraccio forte.
Augusto
https://www.youtube.com/watch?v=8TyRHj4Ag34
molto bello!
bacio!
la fu
Certe carezze non passeranno mai.
“Le carezze sui graffi si sentono di più.”
SYLVIA PLATH
.”…e nell’azzurro,sentivo un desiderio assoluto di tornare.Ma non sapevo ancora che l’unico vero peccato e’ di ignorare o dimenticare quello che puo’ renderci,ognuno,felici.”(M.Soldati)
Alle volte è dentro di noi qualcosa
(che tu sai bene, perché è la poesia)
qualcosa di buio in cui si fa luminosa
la vita: un pianto interno, una nostalgia
gonfia di asciutte, pure lacrime.
Pier Paolo Pasolini
Trasfigurazione
Che bellezza divina quella coppa d’azzurro sangue di Cristo!
Carezza, un ponte fra cielo e terra, respiro del vento che non lascia mai soli.
Bellissima. Grazie.
Nel momenti di tristezza o difficili, spesso torniamo al ricordi – posti, le persone- quando eravamo felici, per far ritornare sorriso sulle nostre labbra.
Buona fortuna!