Sodoma e Gomorra
In Italia ogni questione di principio è solo un’occasione per scontrarsi su interessi che di ideale possiedono davvero poco. E’ il caso della battaglia campale sulle “unioni civili”. La legge che le disciplina è passata, ma a spese della “stepchild adoption” e della rimozione dell’obbligo di fedeltà. In realtà, questa legge dice troppo per i cattolici e troppo poco per i laici. E’ il caso appunto dell’ “adozione del figliastro” che interessa le coppie omosessuali ma anche quelle etero. E non c’entra nulla con l’ “utero in affitto”.
Ricordo perfettamente un “bustina di minerva” di Umberto Eco di tanti anni fa interamente dedicata alla sotto-cultura della “sodomizzazione” così presente nel linguaggio quotidiano per esprimere la volontà o il timore di “piegare” o “essere piegati”. Rivedete il pezzo di Crozza sull’ “Incooleit” e vi renderete conto di quanto questa immagine mentale e linguistica sia presente nella nostra vita quotidiana. Si tratta di una mentalità trasversale, senza differenza tra destra e sinistra, e neppure tra maschi e femmine. Altrimenti non si spiegherebbe come mai questo sketch non abbia provocato alcuna reazione. Eppure rivela, malgrado la bravura del comico, un ordinario disprezzo di genere.
Il massimo lo abbiamo raggiunto con l’eliminazione dell’obbligo di fedeltà nelle coppie civili. Siamo passati da un diritto mancato alla concessione di un privilegio. Qualcuno ne chiede già l’estensione al matrimonio. E mi meraviglio che ad oggi nessun maschio abbia ancora sollevato il diritto alla maternità. Io per esempio nei panni di Marcello Mastroianni, mammo in Niente di grave, suo marito è incinto, film del 1974 (!) mi troverei molto bene. Purtroppo, la verità è un’altra. Se in Italia la città della legge è Gomorra, quella dell’etica è Sodoma.

