[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=bctjrnQ53C8&feature=youtu.be]
da qui
Scendere, scendere, non disperare
di andare oltre quel muro. Trattieniti
gli istinti che non sanno, decomponiti
in un precipitato d’attenzione,
disgrègati nel sangue dell’offerta,
che batte contro le pareti come
la chiamata inattesa di un Dio ignoto.
Distogliti dall’ultimo pensiero,
che bussa alla tua porta mascherato
da bene, da equilibrio, da giustizia.
Ricordati di me, che ti ho trovato
morto. Vai e fai lo stesso. Io c’ero.

Tanti imperativi importanti. Uno essenziale:”ricordati”.
Bellissima.
La dolcezza della melodia,la delicatezza delle note,penetrano nel profondo del cuore,affondando nell’anima, portando i sentimenti a materializzarsi,trasformandone l’astratto in un concreto “ESSERE”.
Vivere se stesso in tale melodia,…sembra toccare un pezzo di PARADISO, sconosciuto ma palpabile.
GRAZIE!.
E la poesia…
Una resurrezione, un invito a risorgere dal torpore che ci trattiene alla materia;
e se senti una voce…, quasi un “VIENI FUORI LAZZARO”, non assordare il cuore,…rispondo ” eccomi”!Dal sepolcro di una vita senza “un fine” risorgo alla VITA per IL FINE.
Grazie di cuore Fabrizio.
La fede è la risposta a una Parola che interpella personalmente, a un Tu che ci chiama per nome. (Papa Francesco)
Grazie per averci ricordato di ricordare.
Quando il cuore riesce ancora ad esprimersi così’, c’Eri e ci Sei ancora.
L’invito nell’esempio è quanto di più generoso, prezioso e costruttivo si possa offrire. e ricevere. ll dono che rimane per sempre.
Comunione di passi. Umana sublimazione di sostanza. Salvifico oblio di sentimenti, in anelito al Tutto. Certezza. Sei.