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da qui
Bertolt Brecht
Ricordo di Marie A.
(Erinnerung an die Marie A.)
Lettura di Luigi Maria Corsanico
(Traduzione di Roberto Fertonani)
da Poesie d’amore del ‘900, a cura di Paola Decina Lombardi, A. Mondadori Editore, 2005
Claude Debussy : Beau Soir
Indulis SUNA – violin, Ilga SUNA – piano
Dipinto di Eugène Carrière
1
Un giorno di settembre, il mese azzurro,
tranquillo sotto un giovane susino
io tenni l’amor mio pallido e quieto
tra le mie braccia come un dolce sogno.
E su di noi nel bel cielo d’estate
c’era una nube ch’io mirai a lungo:
bianchissima nell’alto si perdeva
e quando riguardai era sparita.
2
E da quel giorno molte molte lune
trascorsero nuotando per il cielo.
Forse i susini ormai sono abbattuti:
Tu chiedi che ne è di quell’amore?
Questo ti dico: più non lo ricordo.
E pure certo, so cosa intendi.
Pure il suo volto più non lo rammento,
questo rammento: l’ho baciato un giorno.
3
Ed anche il bacio avrei dimenticato
senza la nube apparsa su nel cielo.
Questa ricordo e non potrò scordare:
era molto bianca e veniva giù dall’alto.
Forse i susini fioriscono ancora
e quella donna ha forse sette figli,
ma quella nuvola fiorì solo un istante
e quando riguardai sparì nel vento.

Colpisce la presenza potente e leggera della nuvola, dall’alto.
Dettagli della vita da cogliere con attenzione, amore che si fa presenza agli occhi che riescono a scrutare nell’oltre.
Grazie!
Ritorna la parola “forse” in questo bellissimo pezzo. L’amore, troppo bello per essere vero a volte ci fa dubitare della sua stessa esistenza.
Grazie sempre per queste belle emozioni.
L’ha ribloggato su Paolo Ottaviani's Weblog.
detesto Brecht, ma questa poesia è innegabilmente bella (al posto del vento, nel verso conclusivo, avrei preferito l’aria.
Un istante dissolto nell’eterno, scolpito per sempre nelle pieghe della memoria.
Belle la poesia e l’interpretazione, grazie!
….è un Brecht meno Brecht…. e questo fa proprio bene a Brecht…
Grazie della bella lettura…
Preziosa riflessione che recita la precarietà dell’amore umano, destinato a sparire al primo soffio di vento, senza lasciare traccia. Certezza invece che al di sopra delle nuvole quello spirituale si sublima di eternità.