
È la fine del mondo, gira voce.
Qualcuno fa spallucce, qualcun altro
fa gesti un po’ scomposti. Quanto manca?
chiede un vecchio affacciato alla finestra.
L’aria è sempre la stessa: soffia un vento
pungente, a perpendicolo c’è il sole
che continua imperterrito a produrre
la luce e l’energia. Nella fila
di macchine, gli insulti si ripetono
con lievi variazioni di colore
e di tono. Magari non sarà
la fine, ma una stasi che rifugge
da un inizio e da un termine, sperando
che Dio non tenga conto del passare
del tempo, della fossa che ciascuno
si scava da se stesso, disamando.

“L’amore è un maestro, ma bisogna saperlo conquistare, perché è difficile meritarlo; lo si ottiene a caro prezzo e con grande fatica e dopo lungo tempo, perché bisogna amare non per l’opportunità del momento, ma per tutta la vita”.
Fedor Dostoevskij
L’amore non ammette stasi, non ammette una vita come se niente fosse.
Tutto e’ quando si ama, tutto si muove, tutto nasce, nulla muore.
Persona
essere cosciente
o povera cosa scucita
legata solamente
da qualche tubo
fragile filo
a parvenza di vita
Oscena indecenza d’un corpo
mostro di fiera
esibita conchiglia
nella sua impotenza
di leggi legacci ostaggio
dietro ambigue sbarre
implacabile amalgama
scienza in marcia
immutabili credo
Involucro ingozzato
dentro di se ancora
conserva una scintilla?
O soltanto rimane
materia senza anima?
E per quell’anima fuggita
per sue sorelle perse
che vagano sfumate
tra due mondi grigi
esiste da qualche parte
un luogo sala d’attesa loft di periferia
dove pazienti silenziose
viaggio interrotto
ritardato rifiutato
possono aspettare
forse pretendere
la liberazione
delle loro carcasse
sequestrate?
Edith Dzieduszycka
Coloro che fanno spallucce,forse,non hanno mai vissuto “pienamente” la loro vita…”disamando”…
quelli che fanno quei “gesti anti jella”,non percepiscono la pericolosità di un vivere”disamando”…
il vecchio,affacciato alla finestra,osserva e non si preoccupa più di tanto:”il mio tempo” , pensa, è già passato…..
e continua un tran-tran nel quotidiano,in una” normale indifferenza” di una banale esistenza,tra un pieno di benzina,un semaforo rosso,un pedone che non riesce ad attraversare….disamando…
Penso ,tra me e me,che per coloro che vivono “disamando”,il MONDOnon sia mai iniziato…”DISAMANDO”!!!
Molto bella!
L’amore, quello vero, quello che costruisce, ha un costo?
Domanda forse impopolare di questi tempi, dove “amore” e “autogratificazione” sembrano essere due facce della stessa medaglia.
Eppure se saremo giudicati sull’amore, come ci dice il Vangelo, la possibilità di sbagliare l’obiettivo, di “disamare”, non è poi così remota.
” Sappi da dove vieni, dove vai e davanti a chi un giorno dovrai rendere conto”
Da Il Cammino dell’uomo
Martin Buber
Non vediamo che con gli occhi e spesso ci perdiamo il meglio