
Il male ha una faccia monocorde,
è il canto stonato che non cessa,
la nube velenosa
che impregna le sinapsi
e ti corrode il cuore.
Non hai più pedine da spostare:
avanza la Regina, con sortite
sempre troppo varie, improvvise, da agente
segreto del destino. Tu gridi, invochi,
finché non torna il Padre, o il Figlio,
l’affondo trinitario della Pace,
la mossa sconosciuta, che ti salva.

È sempre quella mossa sconosciuta, fuori dagli schemi, inaspettata, che ti salva la vita e ti accarezza il cuore, in una sera di pioggia mentre sei li a domandarti che ne sarà di te, del tuo cuore, della tua speranza.
Anche un ‘cuore corazza’ non può non scardinare il suo involucro durante il suo viaggio; si affaccia felice davanti alla fessura di Luce.
L’invocazione del Suo popolo, dei Suoi eletti non lascia indifferente il Padre, la forza dell’uomo è nella fede e nella preghiera, ed è proprio con la fede e con la preghiera che rendiamo possibile l’impossibile.Dio ascolta e se si schiera dalla nostra parte è implacabile e sicuramente sa giocare a scacchi.