Sarebbe come credere


Per i piccoli la vita è bella. Tutto sembra possibile, nulla li preoccupa e nutrono speranze senza sforzo. Il segreto del bambino è credere: alle fate, al grillo parlante, alla befana. Una volta celebravo messa e mi lasciai sfuggire: sarebbe come credere a babbo natale. Vidi le facce contrariate dei bambini e mi corressi in fretta: sarebbe come credere ancora all’uomo nero! E tra i banchi c’era il prete africano, catechista…
Credere vuol dire aprire il cuore. Più andiamo avanti, più qualcosa si accumula nel punto di contatto con il mondo, lo assottiglia, lo ostruisce, diventa una barriera di scogli a difesa delle onde che potrebbero investirci.
Abbiamo paura: del mare, dell’inconscio, delle forze esterne e interne che potrebbero sempre prevalere sulle più sofisticate resistenze.
Il bambino, no, non ha paura. Per lui il mondo è un regalo da scoprire: la calza dell’epifania trovata in fondo al letto, i pacchi ammucchiati sotto l’albero, la notte di Natale. Non crede che qualcuno possa fargli del male. E poi, perché? Il male è una cosa innaturale, un corpo estraneo, il nulla che vorrebbe presentarsi, ma a cui è bene chiudere la porta.
Tornare bambini: Gesù lo aveva detto, ma l’hanno messo sulla carta dei cioccolatini, nelle parole melliflue dei catechismi parrocchiali, nelle ironie di tanti mangiapreti.
Se ci fermassimo un momento, se non avessi mai pronunciato quella frase: “sarebbe come credere ancora”, se guardassimo il mondo per la prima volta, ci accorgeremmo che le fiabe hanno ragione, più ragione di noi.

5 pensieri su “Sarebbe come credere

  1. Alfonso

    Le piu’ belle fiabe siamo noi a leggerle ai bambini, ma pensiamo bene per chi sono scritte.
    Abbiamo mai visto un bambino che a 4/5/6 anni si legge da solo una fiaba?
    Spesso, quasi sempre, i contenuti, i significati, la morale di ogni favola non sono rivolti a loro che la ascoltano, ma destinati a noi che gliele leggiamo.
    Non è il bambino che deve costruirsi la casa di mattoni,non è il bambino che deve proteggersi dall’orco malvagio,
    o dal lupo cattivo,non sarà il bambino a dover riconoscere che la mela è avvelenata;
    La mamma,il papa’,i nonni,con dolcezza e amore riescono a far addormentare con le dolci parole della fiaba il bambino,
    poi,ripensando alla fiaba appena letta,sono loro che non riescono a prendere sonno!
    Ecco,noi ‘grandi’ ,marchiati da quella”conoscenza originale” sappiamo di chi o di cosa aver paura !
    Fortunatamente,Qualcuno,ci ha offerto gli “strumenti” per superare,per sconfiggere queste paure;
    a noi coglierli e saperne fare buon uso.

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  2. ema

    “Credo in Te, Signore,

    credo nel tuo amore,

    nella tua forza,

    che sostiene il mondo.

    Credo nel tuo sorriso,

    che fa splendere il cielo

    e nel tuo canto,

    che mi dà gioia.”
    M. Frisina

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  3. N&N

    Credere che il bene sia più forte del male, a volte, può sembrare una favola davanti ad una realtà che sembra volerci dimostrare il contrario.
    Forse la fede richiede non solo la fiducia cieca dei bambini, ma anche la loro fantasia e creatività per cogliere ciò che è invisibile agli occhi. Come ci insegna il Piccolo Principe, è tutta una questione di cuore.

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  4. marilena7

    Signore Gesù,
    insegnaci a non aver paura del mondo
    che si muove attorno a noi;
    a non agire in forza della paura che blocca;
    a non scegliere in funzione di approvazione e compiacimento.
    Donaci la sapienza di nutrirci della tua parola
    che, nel silenzio, penetra il nostro cuore.
    Insegnaci ad affidare a te la nostra fragilità e debolezza.
    Rendici capaci di un abbandono fiducioso nelle tue mani.
    Da “In Te mi rifugio”

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  5. marilena7

    “Questa è una storia semplice, eppure non è facile raccontarla, come in una favola c’è dolore e come una favola è piena di meraviglia e felicità..”
    Tratto dal film “La vita è bella”

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