
Ogni parola ha molte facce. Se dico albero, ognuno pensa a una cosa differente. A me vengono in mente i pini; anzi, più che venirmi in mente, li vedo appena mi volto verso la finestra. Una parola, dunque, è un sipario che si apre su un mondo da scoprire. Dovremmo esercitarci a pronunciare un vocabolo chiedendoci cosa significhi per me, per te, per gli altri.
La parola amore è la più difficile di tutte. Oggi tutto si spaccia per amore, anche la prassi materiale, il semplice contatto fisico: mi piace, quindi è amore. I Padri della Chiesa, che la sapevano lunga, sostenevano che si diventa esseri spirituali quando si scorge, nel volto sfigurato di Gesù crocifisso, il più bello tra i figli dell’uomo. Stare in croce difficilmente può piacere.
Mi torna in mente una poesia di Prévert, Cet amour, in cui le immagini si rincorrono, lottano le une con le altre, contraddicendosi, abbracciandosi, in una unione dei contrari che lascia senza fiato. È una buona introduzione a un tema complesso, che bisogna affrontare, prima o poi.
Per me l’amore è la piazza d’oro di cui parla il versetto ventuno del capitolo ventuno dell’Apocalisse: solo da quel pozzo di luce si può guardare in faccia il buio che ci minaccia, ciò che non ci piace, l’ombra che che ci insidia fino all’ultimo respiro.

Il cuore scivola nel mistero della vita. Il suo battito scandisce il tempo per apprezzarla in ogni suo risvolto, ci tiene svegli per imparare l’amore, il perdono, conoscere e dare il giusto peso alle parole. Un dono da cui nasce tutto.
Per me l’amore e’ esserci, sempre.
L’amore è il motore di tutto, ma quello puramente gratuito ci supera. E così le relazioni si intridono di incomprensioni ed egoismi.
Ma quando quell’Amore ci tocca ne restiamo affascinati, e la sua luce ci sprona ad andare oltre senza scoraggiarci, infondendo la speranza che un giorno ci riempirà completamente.
E, nel frattempo,ci insegna ad apprezzare più pienamente l’amore umano, proprio perché ci si scopre tutti limitati, e non si pretende più l’impossibile.
L’amore rende possibile l’impossibile.