
Le stelle sono mappe di sogni: non basta farli, bisogna dargli un nome. Il grande carro è il tavolaccio dove preghi, prendi il caffè coi biscotti al cioccolato, snoccioli pensieri che dovrebbero servire a dare un volto plausibile al futuro. La Stella Polare è Cristo, che non entra mai abbastanza nella vita e bisogna allinearlo con Merach e Dubhe, i Puntatori: i sacramenti e la preghiera, che guidano, indirizzano, porgono, quasi, la luce del Messia. Guardando in alto – o in basso, secondo la stagione – appare Cassiopea, con la sua forma a zig zag, a memoria delle piroette, i salti mortali, le chicane da affrontare a intervalli regolari, come se la vita fosse uno slalom o una corsa di formula 1 da decidersi all’ultimo metro.
Dell’Orsa minore vedi solo Kochab e Pherkad, le altre rimangono nascoste, come con Dio, che ti chiede di procedere a tentoni, ignorando di che tipo sia la prossima stella da incontrare: gigante rossa, nana bianca, buco nero o pulsar.
Il tempo passa e tu sei ancora lì, a dare un nome alle luci lontane e tremolanti, simili a sogni irraggiungibili. E invece sono elenchi dei tuoi desideri più profondi, destinati ad avverarsi, quando il Cristo ti avrà attratto nell’orbita abbagliante del suo abbraccio.

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E poi c’è la Cintura di Orione, tre stelle allineate, una a seguire l’altra, a ricordare le tre dimenisioni della vita, il Triduo e la Trinità. Trinità, dove tutto coincide, un cerchio d’ Amore, la certezza dell’abbraccio.
Cristo stella polare, l’occhio che lo ignora vaga tra incontri e sorprese,non trova la vera direzione nel flusso del cambiamento continuo…
Così tra questa
Immensità s’annega il pensier mio:
E il naufragar m’è dolce in questo mare…di stelle
Mi domando se le stelle sono illuminate perché ognuno possa un giorno trovare la sua.
Antoine de Saint-Exupéry
“sono elenchi dei tuoi desideri più profondi, destinati ad avverarsi, quando il Cristo ti avrà attratto nell’orbita abbagliante del suo abbraccio”
Bellissimo!
Grazie!