
Si sente spesso un ritornello: per me è impossibile; ho raggiunto il limite; più di questo, non posso fare.
Il mondo è pieno di vicoli ciechi, di rinunce, di rese incondizionate a ciò che sembra eccedere le nostre abilità.
Quando entriamo nella zona proibita, cominciamo ad agitarci, a fibrillare. Proviamo un senso d’impotenza, una paura che ci paralizza.
La vita di fede comincia qui, da questa soglia. Prima sono preamboli, zuccherini concessi per fare coraggio, trasmettere fiducia. Ma arriva il giorno in cui, come nel sogno di Giacobbe, appare una scala che unisce cielo e terra, e come lui ripetiamo: terribilis est locus iste, è terribile questo luogo.
La vita autentica comincia dalla partenza per un posto sconosciuto, inquietante, sorprendente: il nostro vero Io.

Il più delle volte il nostro “non posso” e’ un “non voglio”.
La volontà e’ energia e questa energia a volte si esaurisce.
Scriveva Stefano Benni:” Se i tempi non chiedono la tua parte migliore, inventa altri tempi”.
Nell’attesa preghiamo intensamente.
Non conosciamo mai la nostra altezza
finché non siamo chiamati ad alzarci.
E se siamo fedeli al nostro compito
arriva al cielo la nostra statura.
L’eroismo che allora recitiamo
sarebbe quotidiano, se noi stessi
non c’incurvassimo di cubiti
per la paura di essere dei re.
Emily Dickinson
Vita autentica…beato chi riesce a trovare la propria identità e rimanere fedele fino al Fine…malgrado gli strumenti che la chiesa ci mette a disposizione…zoppichiamo, annaspiamo…importante non affogarsi…