Comunicare


Parliamo troppo, o troppo poco. Ricordo gli imbarazzi a tavola con la famiglia: da adolescenti, ci sono fasi di rifiuto o di aperta ribellione, in cui neanche una tenaglia riuscirebbe a cavarti un suono dalla gola. In altre circostanze, ci vorrebbe una pattuglia di carabinieri che multasse per eccesso di verbosità. Non è facile trovare il giusto mezzo. Alcune persone le guardi con timore, perché sai che non ti risparmiano nulla della loro logorrea, nemmeno implorando pietà. Altre bisogna stimolarle, scuoterle fisicamente, per far cadere la pera di un sì, di un no, di un buonasera.
Solo in un caso si può star tranquilli: nei dialoghi interiori con Gesù. Lui è contento se gli parlo di me, continuamente. E ogni parola la trasforma in luce, in musica del Cielo.

5 pensieri su “Comunicare

  1. pio papi

    Beato chi è in comunione con Lui…tra di noi esprimiamo la qualità delle nostre relazioni da cui dipende la nostra vita, normalmente molto scadente….

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  2. chiara

    …finiranno le parole e
    Tornerà il silenzio
    Il silenzio parlerà ininterrottamente.
    siamo un vuoto che ha bisogno di una forma per apparire.i nostri occhi liberati dalla morte diventeranno un sole brilleranno.
    i nostri respiri liberati dalla morte diventeranno vento.

    Marzane bogumila kiclar

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  3. robysda

    Oggi, poi, la comunicazione si riduce ancora di più, quando gli occhi si incollano davanti allo smartphone, la bocca non proferisce più alcuna parola, ipnotizzati da una tecnologia il cui uso diventa abuso, nel momento in cui non esiste nemmeno più il piacere di un saluto, basta un whatsapp! Fortuna non è sempre così…
    Ritrovare la bellezza della voce, della faccia dell’altro, è come ascoltare musica, vedere un cielo stellato; sì, un ritorno al futuro, che riempie il cuore di gioia

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