
Vogliamo vedere Dio, ma la verità ci disturba. Strati di contraddizioni impediscono di lasciar fluire la forza vitale che ci abita. E, come diceva Agostino, la verità abita nell’uomo interiore. È uno strano condominio: da lei pretendiamo, ma le neghiamo ciò di cui ha diritto. Le chiediamo di pagare la manutenzione, ma ignoriamo i lavori che andrebbero avviati con urgenza. La verità è paziente, ma presenta il conto, prima o poi. Conviene versare da subito il nostro contributo.
Vogliamo vedere Dio; ma Lui si presenta se la verità non è soltanto una scomoda inquilina.

QUID EST VERITAS?
Forse che ,nel nostro intimo, nel recondito del nostro essere interiore, vive e lavora un “antico tarlo” che ci fa temere il confronto con la verità,
anche a noi,come al procuratore romano,
che posta la domanda,volta le spalle “all’imputato” e se ne va senza attendere la risposta;
e forse,in noi, il timore inconscio di venire proiettati verso il Suo stesso destino, ci trattiene dal cercarla,affrontarla,viverla e annunciarla.
Capita allora di lasciarla relegata su nella soffitta del nostro condominio….
dove tra l’altro,diviso in millesimi non costa quasi nulla…!!!
Sono lavori molto pesanti e noi siamo abituati a volere tutto e subito, come ci ricordano Adamo ed Eva. Siamo creature, ma ci sentiamo creatori…ci raccomandiamo ipocritamente quando ne abbiamo bisogno…ma Lui non è venuto per questo anche se può soddisfarci…è venuto per dirci che siamo stati creati per la sua gloria, che saremo come Lui…ma noi ci adattiamo a questa logica del mondo che ci sta portando a…Lui ci assicura che vincerà il Bene…ma dov’è il nostro contributo?
“La verità non si può sconfiggere” ha detto don Popieluszko
Purtoppo, spesso, la nostra vita vogliamo vivere al modo nostro.
La presenza di Dio vogliamo solo quando abbiamo bisogno di aiuto, quando forza umana non ci basta. E cosi si ricordiamo di Dio.