Educazione sentimentale # 5

di Pasquale Vitagliano

Albert Camus

I libri che sono entrati a far parte della mia vita sono tanti. Eppure sento che l’autore che mi abbia maggiormente influenzato sia stato Albert Camus, e in particolare il Mito di Sisifo.

Quando ci penso, mi stupisco sempre. Il discorso filosofico sul suicidio e il paradigma dello sforzo interminabile e allo stesso tempo inutile di portare in cima un macigno che poi rotolerà di nuovo a valle inesorabilmente, hanno plasmato la mia vita, sin da adolescente.

Poi, anche L’uomo in rivolta e La peste sono stati fondamentali per me. In modo totalizzante. E non me ne vanto affatto. Non si tratta di un vezzo intellettuale. Non è bello scoprire di essere un “Sisifo” vivente. Le opere di Camus sono state per me una “profezia che si autodetermina”.

Le opere di Camus, tuttavia, hanno costituito (solo?) il format esistenziale e culturale del mio profilo di lettore permanente. Altre opere nel corso della vita sono diventate essenziali, Il processo, L’idiota, Il rosso e il nero, Don Chisciotte. Insomma, l’epopea del romanzo europeo.

E la poesia? Che posto ha avuto la poesia? La poesia aderisce alla mia stessa esistenza e vita. Come per Dino Campana è stata ed è ancora l’unica compagna di viaggio.

Sì, devo a Camus, alla letteratura e ai libri se mi sono salvato.

 

 

Un pensiero su “Educazione sentimentale # 5

  1. Roberta De Luca

    Non può essere un vezzo intellettuale riconoscersi in un autore che ha dato forma anche alla disperazione di altri uomini, permettendo loro di salvarsi. È letteratura. È il senso della letteratura.

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