
Siamo molto attenti ai ruoli, ai titoli, alle gerarchie. Bisogna guardarsi dal confondere eminenza ed eccellenza, don e monsignore, signore e dottore. Il libero professionista è più dell’impiegato, il ragioniere deve cedere il passo all’ingegnere; se si è un lavapiatti, allo chef si dà del lei.
Il Vangelo sostiene che gli ultimi saranno i primi. Non significa che un lustrascarpe debba per forza diventare premier: sarebbe, probabilmente, un re da burla. Vuol dire, invece, che per Gesù non ci sono differenze di lustro o nobiltà. Chiunque, in qualunque condizione, può vivere per Lui: se agisce con amore, è un ultimo che diventa primo. Alla faccia del curriculum.

Alta-lena…
Ecco,oggi imparo un’altra cosa:
Senza magari rendersene conto,addirittura involontariamente,ci si trova ad anteporre il proprio ego,priorizzando cose che alla fine non sono l’essenziale della vita!
Se in noi inizia a prevalere una ambizione,che mira ad elevarci sopra coloro che oggi ci camminano a fianco, rischiamo di perderne il contatto, quello del cuore,quello che univa…
LUI si è fatto innalzare,ma non per salire sul podio, ma per offrirsi
Agnello sacrificale, e prendere su di SÉ tutta la”suzzimme” dell’umanità! ….allora,e oggi ancora.
Per noi una vera realtà ;quel pensiero profondo del principe
DeCurtis ?A livella?!!!
Siamo membra del Suo Corpo, ciascuno con la propria importanza, insieme con e per l’Altro. Ma i tempi nostri per capire tutto questo sono diversi da quelli dello Spirito e capita di peccare di presunzione, egoismo, etc. Una Voce di Silenzio Sottile, la giuntura delle membra, il soffio che ci rende simili, la sinergia che ci vuole complementari e uniti, il conforto di non essere mai soli. accorgersene, è pace.
SCRIVERE UN CURRICULUM
Cos’è necessario?
È necessario scrivere una domanda,
e alla domanda allegare il curriculum.
A prescindere da quanto si è vissuto
il curriculum dovrebbe essere breve.
È d’obbligo concisione e selezione dei fatti.
Cambiare paesaggi in indirizzi
e ricordi incerti in date fisse.
Di tutti gli amori basta quello coniugale,
e dei bambini solo quelli nati.
Conta di più chi ti conosce di chi conosci tu.
I viaggi solo se all’estero.
L’appartenenza a un che, ma senza perché.
Onorificenze senza motivazione.
Scrivi come se non parlassi mai con te stesso
e ti evitassi.
Sorvola su cani, gatti e uccelli,
cianfrusaglie del passato, amici e sogni.
Meglio il prezzo che il valore
e il titolo che il contenuto.
Meglio il numero di scarpa, che non dove va
colui per cui ti scambiano.
Aggiungi una foto con l’orecchio scoperto.
È la sua forma che conta, non ciò che sente.
Cosa si sente?
Il fragore delle macchine che tritano la carta.
(Wislawa Szymborska)
Ogni uno di noi ha il suo ruolo sulla questa terra. Non si può disprezzare nessuno.
Ogni uno di noi è un dono di Dio.
Oggi queste categorie rispetto a ieri sono abbastanza livellate, anche se si erge il dio denaro. E poi si impara anche dal “somaro” con tutto rispetto per l’animale. Ognuno di noi è unico e irripetibile, nel bene e nel male..