Curriculum


Siamo molto attenti ai ruoli, ai titoli, alle gerarchie. Bisogna guardarsi dal confondere eminenza ed eccellenza, don e monsignore, signore e dottore. Il libero professionista è più dell’impiegato, il ragioniere deve cedere il passo all’ingegnere; se si è un lavapiatti, allo chef si dà del lei.
Il Vangelo sostiene che gli ultimi saranno i primi. Non significa che un lustrascarpe debba per forza diventare premier: sarebbe, probabilmente, un re da burla. Vuol dire, invece, che per Gesù non ci sono differenze di lustro o nobiltà. Chiunque, in qualunque condizione, può vivere per Lui: se agisce con amore, è un ultimo che diventa primo. Alla faccia del curriculum.

5 pensieri su “Curriculum

  1. Alfonso

    Alta-lena…
    Ecco,oggi imparo un’altra cosa:
    Senza magari rendersene conto,addirittura involontariamente,ci si trova ad anteporre il proprio ego,priorizzando cose che alla fine non sono l’essenziale della vita!
    Se in noi inizia a prevalere una ambizione,che mira ad elevarci sopra coloro che oggi ci camminano a fianco, rischiamo di perderne il contatto, quello del cuore,quello che univa…

    LUI si è fatto innalzare,ma non per salire sul podio, ma per offrirsi
    Agnello sacrificale, e prendere su di SÉ tutta la”suzzimme” dell’umanità! ….allora,e oggi ancora.
    Per noi una vera realtà ;quel pensiero profondo del principe
    DeCurtis ?A livella?!!!

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  2. robysda

    Siamo membra del Suo Corpo, ciascuno con la propria importanza, insieme con e per l’Altro. Ma i tempi nostri per capire tutto questo sono diversi da quelli dello Spirito e capita di peccare di presunzione, egoismo, etc. Una Voce di Silenzio Sottile, la giuntura delle membra, il soffio che ci rende simili, la sinergia che ci vuole complementari e uniti, il conforto di non essere mai soli. accorgersene, è pace.

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  3. ema

    SCRIVERE UN CURRICULUM

    Cos’è necessario?
    È necessario scrivere una domanda,
    e alla domanda allegare il curriculum.

    A prescindere da quanto si è vissuto
    il curriculum dovrebbe essere breve.

    È d’obbligo concisione e selezione dei fatti.
    Cambiare paesaggi in indirizzi
    e ricordi incerti in date fisse.

    Di tutti gli amori basta quello coniugale,
    e dei bambini solo quelli nati.

    Conta di più chi ti conosce di chi conosci tu.
    I viaggi solo se all’estero.
    L’appartenenza a un che, ma senza perché.
    Onorificenze senza motivazione.

    Scrivi come se non parlassi mai con te stesso
    e ti evitassi.

    Sorvola su cani, gatti e uccelli,
    cianfrusaglie del passato, amici e sogni.

    Meglio il prezzo che il valore
    e il titolo che il contenuto.
    Meglio il numero di scarpa, che non dove va
    colui per cui ti scambiano.
    Aggiungi una foto con l’orecchio scoperto.
    È la sua forma che conta, non ciò che sente.
    Cosa si sente?
    Il fragore delle macchine che tritano la carta.

    (Wislawa Szymborska)

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  4. pio papi

    Oggi queste categorie rispetto a ieri sono abbastanza livellate, anche se si erge il dio denaro. E poi si impara anche dal “somaro” con tutto rispetto per l’animale. Ognuno di noi è unico e irripetibile, nel bene e nel male..

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