
Se qualcuno storpia una nostra affermazione, ci rimaniamo male o ci alteriamo. È il gioco del passaparola: a ogni tappa qualcosa si trasforma, fino a cambiare totalmente il senso.
Penso a quanto si possa deformare la parola del Cristo: ciò che è uscito da Lui, con infinito amore, è ripetuto sciattamente, così da mutare la preghiera, in casi estremi, in sberleffo o imprecazione.
Educare alla Parola è un compito urgente, svolto dal profeta e dal poeta: entrambi ispirati a dare, alle parole, il giusto peso.

Guarda,ascolta e tace…..
Compito di colui che proclama dal pulpito educare alla PAROLA;
agli astanti è dato porsi all’ascolto per comprenderne significato, valore e senso.
Quanto alla PAROLA di CRISTO,noi ascoltatori,più che ripeterla col rischio di distorcerla e farne perdere il giusto peso,
faremmo cosa buona a metterla in pratica!
E allora si che “un silenzio vale più di mille parole “..
Oggi, come è ben noto, siamo “alla religione fai da te”. Ognuno sposa ciò che gli fa più comodo, addirittura si prende un pò di qua e un pò di là. Depositum fidei è la nostra garanzia. Ultimamente scricchiola. Anche la la lettera di Benedetto è stata interpretata secondo convenienza estrapolando…sembra che va a finire “a tarallucci e vino”. Ci vogliamo mettere mettere sempre al Suo posto!!!
– Quando morirò, vedrò la fodera del mondo.
L’altra parte, dietro l’uccello, la montagna, il tramonto.
Il vero significato che vorrà essere letto.
Ciò ch’era inconciliabile, si concilierà.
E sarà compreso ciò ch’era incomprensibile.
– Ma se non c’è una fodera del mondo?
Se il tordo sul ramo non è affatto un segno
ma solo un tordo sul ramo, se il giorno e la notte
si susseguono senza badare a un senso
e non c’è nulla sulla terra, oltre questa terra?
Se così fosse, resterebbe ancora la parola
suscitata una volta da effimere labbra,
che corre e corre, messaggero instancabile,
nei campi interstellari, nei vortici galattici
e protesta, chiama, grida.
Czes?aw Mi?osz