
Ci accorgiamo delle persone quando soffrono, o quando soffriamo. Le lacrime attirano l’attenzione in modo irresistibile: forse per questo i poeti sono tristi e i grandi cantanti sfondano con la malinconia o con altri struggenti stati d’animo. Il dolore e la morte costringono al silenzio, al rispetto, all’ascolto. Chissà perché, la felicità è volatile, passa inosservata, favorisce trascuratezza e distrazione. Eppure il cuore, ci dice il Vangelo, è fatto per la gioia. Ecco che emerge chiaramente, mettendosi sulla lunghezza d’onda del Cristo, la direzione del cammino.

Ecco che emerge chiaramente, mettendosi sulla lunghezza d’onda del Cristo, la direzione del cammino. Grazie del tuo buongiorno che ci fa sorridere e ci aiuta a capire come funziona la vita. Ernestina
Inviato da iPad
>
La sofferenza fa parte della vita. La “parabola” di Giobbe ci fa scoprire…”ti conoscevo per sentito dire, ma ora i miei occhi ti vedono” e dà una certa risposta(anche il giusto soffre…teologia della retribuzione)…( novità:parità delle donne)… con Cristo …””nè lui ha peccato, nè i suoi genitori, ma è così perchè si manifestassero in lui le opere di Dio””…e ancor di più … Ognuno è anche chiamato a partecipare a quella sofferenza, mediante la quale si è compiuta la redenzione….cioè il Fine giustifica la gioia in ogni caso… ????????????