
Difficilmente crediamo all’amore. Ne abbiamo e ce ne hanno fatte tante che è quasi impossibile fidarsi. È il cuore duro di cui parla la Bibbia, la sclerocardia dei Padri. Eppure, Uno ci ha amato tanto da espiare, per noi, le nostre colpe. Fatichiamo a rendercene conto. La prima cosa che ci viene in mente è: chi glielo fa fare? E proprio per me? Ci percepiamo indegni, o talmente delusi che la questione, quasi, non ci tocca.
Se invece provassimo, una volta, a manifestare il nostro pentimento, a sussurrarlo all’orecchio del Padre, durante la messa, con la tenerezza di chi si sente veramente amato, come cambierebbe questa vita?

Se uno dicesse: «Io amo Dio», e odiasse il suo fratello, è un mentitore. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede. Questo è il comandamento che abbiamo da lui: chi ama Dio, ami anche il suo fratello.
Siamo abbastanza ipocriti in questo…se nell’altro, anche il più…non vediamo l’immagine di Dio, anche se sporca…