
Dimentichiamo di essere felici, pensiamo sempre ad altro. Siamo bruchi che strisciano, oppressi dai cattivi pensieri. Chi striscia non può pensare bene: continuiamo a guardarci di traverso, mettendo in evidenza le mancanze, i limiti, i difetti. Quando lo sguardo del Creatore, il suo Progetto, ci trasformeranno; se faranno di noi farfalle nobili, agili, che volano con leggerezza sul campo della vita, sarà tutto diverso: gioiremo nella luce di Cristo, come fossimo nati in quel momento.

“Devo pur sopportare qualche bruco se voglio conoscere le farfalle, sembra che siano così belle. Se no chi verrà a farmi visita?”
Ciò significa che bisogna essere pazienti con il “bruco”, che nella vita reale può essere interpretato come un ostacolo, che una volta superato ci permette di raggiungere l’obiettivo o il sogno desiderato, che in questo caso per la rosa del Piccolo Principe, è la “farfalla”.
Lui è venuto per divinizzarci, per ripristinare il progetto originario che noi non abbiamo rispettato. ” Damose da fa'” ci incoraggiò il “santo subito”…diamoci una mano…da soli non va…
Questo bellissimo post fa nascere il desiderio di “mettere le ali”.
E il desiderio è l’unica cosa che, insieme allla fede, può spingere a superare la paura del buio, inevitabile nel necessario transito attraverso il bozzolo.
Io sono un bruco e i cattivi pensieri vanno strisciando verso gli altri e verso me stessa. Ma spero…….