
Possiamo chiedere ai santi di darci il loro modo di amare: è un tesoro disponibile, perché tutto, nell’amore, è condivisione, dono generoso. Impetriamo, per esempio, il loro pentimento, e raccontiamo i nostri errori a Gesù, deplorandoli, addolorandoci per essi: la sofferenza più profonda che possiamo avere, infatti, è non amare abbastanza.

Raccolta punti…!
Scegliamo spesso di fare acquisti
o rifornimenti carburante
allo stesso posto per essere premiati con i punti fedeltà !
Anche in confessionale il sacerdote ci potrebbe premiare per l’assiduità con cui perseveriamo con questo o quel peccato!!!…a volte si potrebbe vincere il nobel!!!…
Se applicassimo lo stesso impegno cimentandosi in una gara per l’ AMORE o la CARITÀ rischieremmo di diventare santi….!
Per carità, stiamo bene attenti…
Dio ce ne scampi e liberi!!!???!!!
Buongiorno Grazie Ernestina
Inviato da iPad
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Trovo che leggere le proprie mancanze non in termini di deviazione dalle regole, ma come incapacità di amare, dispiacersene e desiderare di crescere nella via dell’amore, sia un modo molto bello di vivere quel pentimento che il cammino di fede (e non solo) ci chiede.
E il fatto di poter contare sull’aiuto concreto di chi ci ha preceduto è davvero confortante!
Proprio per questo stanotte non riuscivo a dormire. Pensavo a come facilmente riesco a far prevalere le mie ragioni, il mio orgoglio, sacrificando l’armonia nel dialogo con i miei cari. Che stupidità. Perdonami Signore.
Vivere è amare…altrimenti che vita è?