
Il caso non esiste. Dio predispone ogni aspetto della vita, anche i più indesiderati, perché impariamo a condividere con Lui non solo la gioia, il benessere, il riposo, ma anche il dolore, la battaglia, la croce. L’impresa è diventare rabdomanti, riconoscere la sua volontà, sentire i suoi passi nel giardino, come Adam, l’uomo prima del peccato. Non ditelo a nessuno, ma il caso non esiste. Solo in pochi crederanno che Cristo è onnipresente, onniprovvidente e onniamante.

Caso, scelte umane, conseguenze, Progetto.
Grandi temi, vale sempre la pena cercare di mettere un po d’ordine.
Grazie
E questo lo riconosci soltanto nel dono della Fede.
Buongiorno O Signore dacci la forza di comprenderTi! Grazie Ernestina
Inviato da iPad
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credo anch’io che il caso non esista, ancorché la fisica del Novecento ne faccia un grande uso. Ma come faccio a credere che Dio “predisponga ogni aspetto della vita”? Anche di quei tanti/e che muoiono tra atroci sofferenze di tortura, guerre, e anche di tsunami, tutte cose oggi all’ordine del giorno? Uno/a che muore per un improvviso tsunami, innocente, mica pensa di condividere la battaglia e la croce, non fa neanche a tempo a pensare, no?
Bella osservazione, grande Sparz. Sì, credo che Dio diriga ogni aspetto, anche infinitesimale, della mia vita, perché mi affido a Lui. Come diriga quella degli altri, e soprattutto se gli altri se la facciano dirigere, non lo so. Se dovessi essere travolto da qualche evento letale, vorrebbe dire che Lui, per me, ha deciso questo e dunque, per me, sarebbe un bene. Se qualcuno non si affida, si ribella, bestemmia, vive al rovescio di quello che gli dettano il Vangelo o la coscienza… Be’, non vorrei essere nei suoi panni.
Il più banale forse,ma sicuramente il più veritiero; lo esclamiamo in qualsiasi occasione e forse anche fuori luogo o impropriamente : DIO vede e provvede!!!
L’ho sentito dire addirittura a persone di dubbia fede che non sapendo a chi rivolgersi…ci’hanno provato!!!
Per cui ce l’abbiamo innestato nel DNA, lo sappiamo da sempre;
che lui e’ il provvidente, che lui e l’onnipotente, e sempre presente!
Tanto,è inutile che cerchiamo a volte di fuggirlo di nasconderci a Lui….;non passerà molto,…sarà Lui che verrà a cercarci,a farsi “”reclamare”” da noi!!!
…guardo caso!!!???
In effetti questo post tocca uno dei temi più scottanti, il rapporto tra la sofferenza e Dio. Proprio oggi nella prima lettura della Messa c’è la pagina in cui Satana si presenta davanti a Dio e gli chiede di tentare Giobbe, e Dio glielo concede. E sappiamo come lo ha ridotto!
Mi piace, a questo riguardo, un passo di Giovanni Paolo II, tratto da “Salvifici Doloris”:
“L’amore è anche la fonte più ricca del senso della sofferenza, che rimane sempre un mistero: siamo consapevoli dell’insufficienza ed inadeguatezza delle nostre spiegazioni. Cristo ci fa entrare nel mistero e ci fa scoprire il perché della sofferenza, in quanto siamo capaci di comprendere la sublimità dell’amore divino”.
Certamente se ci si affida a Lui, il caso non esiste…è Lui che conduce! Altrimenti agiamo pensando di essere padroni della nostra vita, anche se Lui può intervenire chiaramente sempre con il nostro consenso…la sofferenza innocente? Prove affinchè l’uomo migliori e se ne accorga che la scintilla divina…
ma quando decide di “intervenire” e su che base? La donna africana innocente detenuta nelle carceri libiche viene sistematicamente stuprata dai suoi aguzzini. E poi, perché ha permesso che si tentasse Giobbe, che era un sant’uomo?
Il libro di Giobbe è quello che tratta precisamente questo tema. Lui è paziente, come da proverbio, ma quando gli amici vorrebbero convincerlo che se è colpito è perché ha peccato, tira giù tutti i santi del cielo. Il bello è che Dio non se la prende con Giobbe che impreca, ma con gli amici che sproloquiano. A Giobbe fa capire semplicemente che Lui, Dio, la sa più lunga. E allora Giobbe conclude con le famose parole: finora ti conoscevo per sentito dire, ma ora i miei occhi ti vedono. Bisogna sperimentare fino in fondo la gioia e il dolore per intercettare la presenza di Dio. Egli si rivela quando le ragioni umane si arrendono. Come scrive Bonhoeffer, il nocciolo è questo: resistenza e resa.