
Epperò questa vita si conosce
nel grazie: l’incostante attesa
della festa, sconosciuta alla plebe
dello spirito, i ricchi e i potenti,
i lamentosi, gli eterni critici
del tempo e dello spazio, lo strazio
delle facce da morto, così inclini
al giudizio, sdraiate sui triclini
della propria personale volontà,
l’eternità del male, che pure
non esiste, e trascina nel nulla
i gazzettieri della sempre insorgente
vanità, Repubblica, il Corriere, le rubriche
delle cose passate prima ancora
di nascere: e basta, e come fate a sopportare
questa illune notte della grazia?
Lodate, invece, ricordate ogni momento
di essere amati e cessate dalle vostre
amene oscenità.

Eucarestia, il centro della nostra fede. il male? Siamo noi, gli autori!!! “illune notte della grazia” …
Essenza, rispetto, nella vita, nel dono.
Perché niente è scontato. Ce lo dice il silenzio. Grazie.