
Gesù chiama Giuda “amico”, “amico mio”. È il segno del passaggio integrale alla dimensione dell’amore. Il Cristianesimo è questo: passare di là, immergersi totalmente nel mondo a venire, consapevoli che ciò che passa è breve. Il nostro motto potrebbe essere, allora, “come Te”. Lasciandosi portare, da Lui, nella Realtà.

” in quell’istante, accostatosi a Gesù, gli disse: Ti saluto, Maestro! e gli dette un lungo bacio. Ma Gesù gli disse: Amico, a far che sei tu qui? ” Al bacio traditore , Gesù risponde “amico..”
per noi è impossibile…ma Lui ci trasforma fino a…una rinascita, una nuova creatura…ma come si fa? Mettiamoci alla sua sequela e confidiamo in Lui…nulla è impossibile a Dio!
Solo mettendoci al seguito di Gesù possiamo sperare di superare le contraddizioni della realtà, riuscire ad andare oltre il nostro ego.
Qualcuno afferma che la fede è una comoda stampella, per evitare di affrontare la paura della morte.
Secondo me chi dice questo non conosce realmente i contenuti della fede e la loro grande esigenza, che ti spinge a confrontarti quotidianamente con la morte a te stesso. Chi te la fa fare? suggerisce ogni tanto una voce interiore.
Quello che si sperimenta solo quando l’io per un attimo soccombe, e lascia intravedere che non è la fine, ma l’inizio di una dimensione nuova.