
C’è un demone, uno spirito di contraddizione, dice il Cristo alla Bossis, che si accoppia all’egoismo: quando ci chiudiamo, serviamo noi stessi, ci contrapponiamo agli altri in vari modi. Ma la carità non si gonfia, e non avrà mai fine, mentre il pensiero di sé stessi finisce nel nulla. Dobbiamo essere attraenti, avere grazia con gli altri, per pacificarli. Vedere Gesù anche dove a noi sembra del tutto assente. Non rifiutare un dolore che sarà ricompensato con una gioia moltiplicata.

Attraversiamo il tempo del nostro vivere quotidiano in un rincorrere se stessi e il proprio ego
alla ricerca di una gratifica che ci esalti e ci elevi agli onori terreni;…ma sono soltanto paghe quotidiane,di quelle che in un attimo svaniscono nello stesso vuoto da cui erano emerse!
Viviamo invece nell’attesa del salario dell’ultima ora;…sarà LUI a valutarne il valore per l’adeguata “RICOMPENSA”!
Non rifiutare un dolore che sarà ricompensato con una gioia moltiplicata
La proposta di Cristo richiede davvero un ribaltamento radicale di prospettiva…impossibile all’uomo, ma non a Dio!
“Vedere Gesù anche dove a noi sembra del tutto assente.” Eh no…quelli non sono fratelli…ci arroghiamo il diritto di “condannare”… solo Lui è il Giudice….