
I Padri raccomandano di vedere Dio in tutto. Vederlo al di sopra di tutto è garanzia di verità: il suo sguardo dà senso e misura, ricolma di vita, orienta al bene. È come una luce che, calando dall’alto, permette di scorgere anche gli angoli più oscuri. Signore, che io veda! È il grido di sempre, il lasciapassare per l’eternità.

Mentre attraversava la regione della Decapoli,tra Tiro e Sidone gli portarono davanti un sordomuto affinché lo guarisse: Effata’ è la parola con cui guarisce ancora noi oggi, non solo nel battesimo, ma ogni volta che ci mettiamo all’ascolto della Sua Parola…se ci lasciamo toccare orecchio e bocca dal Suo Spirito;
…e gli occhi, del cuore, per VEDERE l’Amore con cui Egli si dona a noi,nell’EUCARESTIA;…ma anche in qualsiasi momento del nostro quotidiano,….se ci sintonizziamo su quella lunghezza d’onda…
Signore, che io veda!
Preghiera tanto breve quanto importante, da custodire e ripetere con insistenza tutte le volte che la bruttezza, in tutte le sue forme, appanna o deforma lo splendore della verità.