
Crederemo mai alla misericordia di Dio? Fosse anche all’ultimo momento, l’importante è arrivarci. Allora, non avremo più nulla da temere: non sulla scorta di arroganze fuori luogo, come quelle ostentate da certa nuova teologia, ma perché ci saremo finalmente arresi, ci sentiremo sicuri come dei bambini nelle braccia del Padre.

Non facciamo i furbi…Lui ci conosce..la coscienza, quella cristiana, è dettata dalla Sua legge e non quella di certi intellettuali…quando va bene siamo “tiepidi”…vogliamo un pò scaldarci?
Si, caro Fabrizio, resa totale a LUI, sempre, in ogni attimo, provare, provare a raggiungere il suo immenso abbraccio, lasciare ogni altra strada, tendere insistentemente le mani a LUI.
Ho già letto qui che non c’è peccato più grande del Suo Amore, e forse proprio di questo perdono che noi riusciamo ad abusare!!!… e allora ecco i benpensanti che traducono in “”… ma dai, ma quale dannazione eterna… “”mentre io credo, o almeno spero, in quella Misericordia che Salva.
… E il bambino tra le braccia del padre… l’ex figlio prodigo!!!… che figura barbina il fratello maggiore!!!!
Il fatto che difronte ad una realtà positiva, com’è quella della misericordia, sia necessario un atto di resa, può sembrare strano.
Penso che ciò che crea resistenza sia il pentimento, il riconoscere come peccato, parte di un comportamento che a noi può sembrare naturale, umanamente comprensibile, mentre in realtà è intessuto di egoismo, e dunque è incompatibile con l’amore.