
Voli
Pioggia pesante di uccelli
su l’albero nudo:
così leggermente vibrando
di foglie vive
si veste.
Ma scatta in un frullo
lo stormo,
l’azzurro Febbraio
con la sera
sta sui rami.
È gracile il mio corpo,
spoglio ai voli
dell’ombra.
19 febbraio 1935
*
Smarrimento
Novembre non è tornato:
ma i passeri
a mezzo giorno gridano
sugli alberi bagnati
come fosse per venir sera.
Qualcuno si è scordato
di rialzare i pesi
dell’orologio:
l’uccellino dice cucù
due volte soltanto,
poi resta sulla porticina
a guardare
il pendolo che a piccole scosse
si ferma.
Adesso
non so più
le ore.
21 febbraio 1935
*
Ritorni
[…] oggi, sulla porta, mi ha avvinghiato
la mia anima di allora; ho riassistito
in un istante a tutto il mio passato.
Mi sembrava di essere affacciata
a una terrazza stretta e di guardare,
sotto di me, un brulichio infinito,
affogato nel vuoto e nell’azzurro.
Una lieve vertigine mi ha colto
e sono uscita: fuori, sotto il portico,
c’era una rondine, che s’è spaventata
ed ha squittito tanto acutamente
che ne ho avuto uno stupido sobbalzo.
Milano, 26 maggio 1929
*
Antonia POZZI, Parole. Tutte le poesie
a cura di Graziella Bernabò e Onorina Dino
“Incursioni”, Àncora, Milano, 2015
Sotto, una fotografia scattata da Antonia Pozzi. La presenza degli uccelli è continua nei suoi versi, in alcuni casi interessando l’intero componimento – Rondini gridose, L’allodola, Radio (usignolo) –, non di rado concludendolo, come accade ad esempio in questo Ritorni, datato esattamente a ottant’anni fa.


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