
Ci sentiamo feriti dalla fragilità, spaventati dalla nostra insufficienza. Tendiamo a lasciarci invadere da un sentimento di resa, di scoraggiamento. È questo che vuole il Signore: che ci arrendiamo, che ci abbandoniamo, che diciamo, una volta per tutte e finalmente: pensaci Tu.

….?per lui?spiego’ Sain-Exupéry
al suo uditorio?non c’era una vera riva, né a ovest,né a est,né a nord, né a Sud,e non seppe verso cosa nuotare?.
Abbiamo bisogno di una zattera a cui aggrapparci,qualcosa che dia senso anche alla peggiore esistenza, una luce che illumini il buio delle nostre giornate. — – –
Per il cristiano e’ la Parola di Dio,…
da [Il piccolo principe- commentato con la bibbia]
Arrendiamoci a Lui,e lasciamoci prendere per mano;
sarà Lui a cingerci la veste e portarci dove Lui vorrà.
Dunque, Dio predilige un approccio tipicamente “meridionale assistenzialista”.
Io che credevo piu’ auspicabile un “aiutati che Dio t’aiuta”.
E’ chiaro pero’ che o ci si affida o non ci si affida; le vie di mezzo con Lui valgono poco.
Quando non sappiamo a chi rivolgerci, l’ultima spiaggia, l’altra riva è Lui…ed è comunque bene che sia così…ma poi…passata la tempesta…torniamo da dove siamo venuti…quanta ipocrisia…
“Prega come se tutto dipendesse da Dio e lavora come se tutto dipendesse da te.”
S. Ignazio di Loyola