Tonino Guerra
Quattro Poesie (2011)
da: TONINO GUERRA
L’INFANZIA DEL MONDO
OPERE (1946-2012)
a cura di Luca Cesari
CLASSICI BOMPIANI
Lettura di Luigi Maria Corsanico
Musica di Nino Rota
da: “Fantasmi a Roma”
ToninoGuerra, fotografato da Fabio Lovino
******************************
LA CATTIVERIA
Sono molto avvilito
perché mi manca la cattiveria.
Bisogna che butti via
quelle leccate di roba dolce
che coprono le mie parole.
Voglio dir male di tutto.
Anche della vita? Della vita
no, è sempre bella
anche quando piango.
IL CILIEGIO
C’era un uomo
coi capelli bianchi
innamorato di un ciliegio.
E quando veniva
la primavera si
metteva sotto i rami
e aspettava che i fiori
gli cadessero nelle mani
e lui li faceva arrivare
a terra piano piano.
QUEL SENTIERO
Quel sentiero fangoso
dove fiorivano
i nostri incontri
è diventato una strada
nera d’asfalto, con le macchine
che corrono a palla di schioppo
e non ci siamo più noi
a camminare piano piano
per dirci delle parole sottovoce.
I SASSONI BIANCHI
Non so se ti ricordi
quella punta del porto
di Rimini fatta di sassoni bianchi
per fermare le onde del mare.
Eravamo lì a prendere il sole
io qui e tu un po’ più in là
senza dirci una parola.
È stato il lamento di un gabbiano
che ci ha spaventati e ci siamo messi
a parlare e poi abbiamo fatto tutto il resto.
Quello della semplicita’ e’ un grande dono, cosi’ spesso raro.
La semplicita’ che si fa poesia, rimanendo a debita distanza dalla banalita’, e’ quasi sempre arte.
Per quanto sia un estimatore delle capacita’ interpretative di Corsanico, in questo caso, ricordando il personaggio Tonino Guerra, devo dire che avrei condito la lettura con un’idea di scanzonata verve romagnola.
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Tonino Guerra
Quattro Poesie (2011)
da: TONINO GUERRA
L’INFANZIA DEL MONDO
OPERE (1946-2012)
a cura di Luca Cesari
CLASSICI BOMPIANI
Lettura di Luigi Maria Corsanico
Musica di Nino Rota
da: “Fantasmi a Roma”
ToninoGuerra, fotografato da Fabio Lovino
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LA CATTIVERIA
Sono molto avvilito
perché mi manca la cattiveria.
Bisogna che butti via
quelle leccate di roba dolce
che coprono le mie parole.
Voglio dir male di tutto.
Anche della vita? Della vita
no, è sempre bella
anche quando piango.
IL CILIEGIO
C’era un uomo
coi capelli bianchi
innamorato di un ciliegio.
E quando veniva
la primavera si
metteva sotto i rami
e aspettava che i fiori
gli cadessero nelle mani
e lui li faceva arrivare
a terra piano piano.
QUEL SENTIERO
Quel sentiero fangoso
dove fiorivano
i nostri incontri
è diventato una strada
nera d’asfalto, con le macchine
che corrono a palla di schioppo
e non ci siamo più noi
a camminare piano piano
per dirci delle parole sottovoce.
I SASSONI BIANCHI
Non so se ti ricordi
quella punta del porto
di Rimini fatta di sassoni bianchi
per fermare le onde del mare.
Eravamo lì a prendere il sole
io qui e tu un po’ più in là
senza dirci una parola.
È stato il lamento di un gabbiano
che ci ha spaventati e ci siamo messi
a parlare e poi abbiamo fatto tutto il resto.
La poesia e’ bella, “anche quando piango”.
Grazie
Quello della semplicita’ e’ un grande dono, cosi’ spesso raro.
La semplicita’ che si fa poesia, rimanendo a debita distanza dalla banalita’, e’ quasi sempre arte.
Per quanto sia un estimatore delle capacita’ interpretative di Corsanico, in questo caso, ricordando il personaggio Tonino Guerra, devo dire che avrei condito la lettura con un’idea di scanzonata verve romagnola.