Forse ci sfugge la concretezza dell’intimità con Dio. Ha bisogno di vicinanza, di silenzio, di raccoglimento. È come lo sposo con la sposa: non c’è niente di peggio della distrazione.
3 pensieri su “Intimità”
Alfonso Matrella
Non uscire fuori, rientra in te stesso: nell’uomo interiore abita la verità. E se scoprirai mutevole la tua natura, trascendi anche te stesso. Tendi là dove si accende la stessa luce della ragione. (De vera rel. 39, 72)
…e anche:"Dio è più intimo a me di me stesso;…
Certo che il contesto ambientale attuale è molto piu’ allettante dei tempi di Agostino;la proposta del mondo di allora non penso potesse essere poi così fuorviante per quanto potesse offrire rispetto al mondo contemporaneo.Una società in un mondo che crediamo ci stia offrendo il “viatico” per una vita felice e spensierata,ma che si dimostra in finale vuota ed effimera, …fatua,come i fuochi del suo “cimitero”, dove vive la carne ma muore l’anima,lo spirito.
Allora,proviamo ad ascoltare,nel raccoglimento,quella voce di un sottile silenzio che può scuoterci dentro come il boato di un terremoto!
Allora anche noi, sentiremo il nostro DIO piu’ intimo a noi di noi stessi,come quello di Ippona…
Dobbiamo svuotarci, fare spazio, affinchè Lui…ma siamo pieni di …non sappiamo a chi dare i resti…
ma vogliamo capire che non siamo di questo mondo, anche se viviamo in questo mondo?
A volte mi chiedo perché Dio, che può tutto, non si faccia più presente sensibilmente in coloro che si sforzano di cercarlo. Poi penso alla frase di San Paolo: “Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede”, e comprendo che la necessità fede.
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Non uscire fuori, rientra in te stesso: nell’uomo interiore abita la verità. E se scoprirai mutevole la tua natura, trascendi anche te stesso. Tendi là dove si accende la stessa luce della ragione. (De vera rel. 39, 72)
…e anche:"Dio è più intimo a me di me stesso;…
Certo che il contesto ambientale attuale è molto piu’ allettante dei tempi di Agostino;la proposta del mondo di allora non penso potesse essere poi così fuorviante per quanto potesse offrire rispetto al mondo contemporaneo.Una società in un mondo che crediamo ci stia offrendo il “viatico” per una vita felice e spensierata,ma che si dimostra in finale vuota ed effimera, …fatua,come i fuochi del suo “cimitero”, dove vive la carne ma muore l’anima,lo spirito.
Allora,proviamo ad ascoltare,nel raccoglimento,quella voce di un sottile silenzio che può scuoterci dentro come il boato di un terremoto!
Allora anche noi, sentiremo il nostro DIO piu’ intimo a noi di noi stessi,come quello di Ippona…
Dobbiamo svuotarci, fare spazio, affinchè Lui…ma siamo pieni di …non sappiamo a chi dare i resti…
ma vogliamo capire che non siamo di questo mondo, anche se viviamo in questo mondo?
A volte mi chiedo perché Dio, che può tutto, non si faccia più presente sensibilmente in coloro che si sforzano di cercarlo. Poi penso alla frase di San Paolo: “Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la corsa, ho conservato la fede”, e comprendo che la necessità fede.