Sotto la grande nuvola bianca #4 (Come il Kiwi salvò la foresta)

Sotto la grande nuvola bianca.
(Un ciclo di brevi excursus su passato, presente e futuro della Nuova Zelanda e dei suoi abitanti)

In questi tempi di Covid-19 vi propongo uno dei più famosi miti maori, per ringraziare tutti quelli che, scendendo oggi nel sottobosco, stanno ancora una volta salvando la foresta.

Un giorno, T?ne (figlio di Rangi – il Padre Cielo – e Papa – la Madre Terra) stava camminando nella foresta quando si accorse che i suoi figli (gli alberi) crescevano verso l’alto ma si stavano ammalando alla base, divorati dagli insetti del sottobosco.
Decise allora di chiedere aiuto a suo fratello Tanehokahoka, che chiamò al raduno gli uccelli.
“Qualcosa sta uccidendo i figli di mio fratello T?ne” disse Tanehokahoka. “Ho bisogno che uno di voi scenda dai rami più alti della foresta e vada a vivere sul terreno per salvarli e salvare al tempo stesso la vostra unica casa. Chi si offre volontario?”
Nessuno degli uccelli rispose.
Tanehokahoka si guardò attorno e riconobbe il Tui.
Tui” chiese, “lascerai tu i rami più alti per andare alla base della foresta?”
“Il Tui guardò verso le cime degli alberi e vide il sole luccicare tra le foglie. Poi guardò il sottobosco e vide la terra fredda, scura e brulicante d’insetti.
“No” rispose, “è troppo buio alla base della foresta, e il buio mi fa paura”.
Tanehokahoka chiamò allora il Pukeko.
Pukeko” chiese, “andrai tu alla base della foresta?”
Il Pukeko guardò il sottobosco e vide la terra fredda, scura e brulicante d’insetti.
“No” rispose, “è troppo umido e non voglio che i miei piedi si bagnino”.
Seguì il silenzio.
A quel punto, Tanehokahoka si rivolse al Pipiwharauroa (il cuculo).
Pipiwharauroa” chiese, “andrai tu alla base della foresta?”
Pipiwharauroa guardò verso le cime degli alberi e vide il sole luccicare tra le foglie. Poi si guardò attorno e vide la sua famiglia.
“No” rispose, “sono troppo occupato a costruirmi un nido”.
Seguì un’altro silenzio. E grande fu la tristezza nel cuore di Tanehokahoka, perché sapeva che se nessuno fosse sceso nel sottobosco suo fratello T?ne avrebbe perso i suoi figli e gli uccelli non avrebbero più avuto una casa.
A quel punto Tanehokahoka si rivolse al Kiwi.
Kiwi” chiese, “andrai tu alla base della foresta?”
Il Kiwi guardò verso le cime degli alberi e vide il sole luccicare tra le foglie. Poi si guardò attorno e vide la sua famiglia. Infine volse lo sguardo verso il basso e vide la terra fredda, umida e brulicante d’insetti.
“Sì” rispose.
E grande fu la gioia di Tanehokahoka e T?ne, perché quel piccolo uccello aveva dato loro speranza. Ma T?ne realizzò che avrebbe dovuto avvertire il Kiwi delle conseguenze del suo sacrificio.
Kiwi” disse, “ti rendi conto che se lascerai i rami più alti degli alberi svilupperai delle gambe spesse e forti per spezzare i tronchi del sottobosco e perderai per sempre le tue ali con i colori stupendi delle tue piume, e non sarai mai più in grado di volare e di vedere la luce del sole?”
Cadde un silenzio mai udito prima.
Kiwi” ripeté T?ne, “scenderai tu alla base della foresta?”
Il Kiwi guardò per l’ultima volta la luce del sole che filtrava tra i rami più alti del bosco e silenziosamente le disse addio. Poi guardò le ali e le sue piume colorate, e silenziosamente disse loro addio. Infine si rivolse a T?ne.
“Sì” ripeté, “andrò io”.
Allora Tanehokahoka guardò gli altri uccelli.
Tui, poiché hai avuto paura a scendere nel sottobosco da ora in poi avrai due grandi piume bianche intorno al collo, a ricordo perenne della tua codardia.
Pukeko, poiché non volevi bagnarti i piedi, da ora in poi vivrai tra le paludi e gli acquitrini.
Pipiwharauroa, poiché eri troppo occupato a farti un nido, non sarai più in grado di costruirne uno, e dovrai depositare le tue uova in quello degli altri.
“Ma tu, Kiwi, per il tuo sacrificio diventerai l’uccello più famoso e conosciuto tra tutti quelli viventi”.

   

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