La sorgente della vita

Si era dimenticato. Per questo soffriva, e non sapeva perché. Si lasciava ferire, si adirava, il veleno giungeva dappertutto, ossia il pensiero cattivo, di cui parlano i Padri, che si appropria della mente e del cuore, che ti mostra la vita con il filtro dei tuoi traumi. Si era dimenticato che avrebbe dovuto e potuto perdonare. Se avesse perdonato i genitori, se avesse riportato alla memoria gli eventi in cui s’era sentito abbandonato, tradito, e avesse sussurrato, dal profondo del cuore: perdono, perdono, perdono, si sarebbe aperto lo scenario della realtà com’è, delle persone come sono, del mondo senza la proiezione fuorviante delle sensazioni negative. Solo adesso viveva nella pace. Riattingeva alla sorgente della vita che scorreva anche prima, ma era lui che la ignorava, come quando qualcuno ti sorride, e tu non te ne accorgi. Ora poteva dire: guardami, sono qui: ricominciamo. 

Un pensiero su “La sorgente della vita

  1. S&R

    Questo pezzo, dalla scrittura cristallina, rende in modo plastico la potenza del perdono, e la dinamica interiore che innesca.
    Molto bello, grazie!

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