
Gesù dice a Gabrielle di guardarsi dalle macchie del peccato, quelle volontarie. Se, passeggiando in campagna, l’erba le lasciasse tracce sulla gonna bianca, sarebbe poca cosa; ma se la tagliasse con le forbici o vi gettasse dell’inchiostro, sarebbe uno sfregio alla bellezza. Voi, le ricorda, siete immagine di Dio, dunque la macchia fatta all’anima è più grave.

“Gesù:
Le colpe involontarie delle anime non impediscono il mio amore (…) ne’ mi sono d’ostacolo nell’unirmi ad esse, invece le colpe, anche le più piccole, ma volontarie, ostacolano le mie grazie e non possono colmare tali anime dei miei doni.”
Dal diario di S. Faustina Kowalska
Chi è senza peccato, scagli la prima pietra…Lui condanna il peccato, non ll peccatore..siamo fragili, ma non approfittiamoci troppo di questa giustificazione…