
Dobbiamo imparare le emozioni di Gesù: il Suo portare il peso delle nostre vite, dei nostri peccati. Contemplarlo nella passione, dove è chiaro questo lato d’ombra, sofferente. Imprimere i Suoi tratti come fece la Veronica, e trasmetterli agli altri: così il Suo volto diventerà gioioso. Essere in sintonia con i Suoi sentimenti, vivere di Lui.

Sentimenti, emozioni che ci superano…forse più che imitarli attivamente, dovremmo fare come il panno della Veronica: aderire al suo Volto, alla sua Parola, e lasciare che sia Lui ad imprimersi in noi, a trasformarci e a mettere in noi il suo sigillo.
La proposta è sempre forte,
condurre la nostra vita “a imitazione di Gesù Cristo”
Non sono un artista, e tanto meno un mimo, non sarò mai capace di imitarLO.
Già da bambini, tra compagni di scuola ci insegnavano vicendevolmente a copiare!
Posso tentare di nuovo, alla peggio, potrà venir fuori una “brutta copia”… ma almeno ci ho provato!
Mi metto in gioco, mi offro un’altra chance, tento, non sarei il primo a tentare come imitatore!!!
Importante sarà non scadere nella parodia!!! ???… sarebbe un sacrilegio…
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
Non nasconde che la porta è stretta…ma se vogliamo veramente vivere…