Vivrò, di Giorgio Stella

                    Al terzo terno.

[Alla] magistrale corte della rosa dei venti[…]

Io [vivrò] i punti cardinali

Dei [seppelliti] vivi che pregherò –

Onde sepolte nelle conchiglie,

[io] [vivrò] nei [cimiteri] loro,

le foto ormai sbiadite […]

qualche fiore come radice – della felce maschio –

i [cimiteri] nei cantieri dove i manovali

coi caschi blu dell’ONU 

ritrovano ossa e le rosicchiano

fino all’anima della vena dei vermi

che strisciano sulle pareti

delle prigioni dei [seppelliti vivi] –

[Vivrò] al cuore del cancro, nel nido

Delle maschere a carne levare fino a quando 

La grondaia avrà impiccato l’ultima

Goccia alla prima lacrima.

2 pensieri su “Vivrò, di Giorgio Stella

  1. S&R

    Un inno alla vita che, intrepida, non si ferma neanche davanti alla putrefazione della morte.
    Versi potenti.
    Grazie.

    Rispondi

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