
Gesù vuole sentirsi a casa, nella nostra anima: il più amato, il più desiderato. Tanti, invece, non lo pensano mai, come non ci fosse. Lui li guarda con tristezza, come nell’orto del Getsemani. Dobbiamo parlare al posto loro, confidare per loro, perché accada che, per miracolo, si rivolgano dalla parte giusta.

È sorprendente come poche e (apparentemente) semplici parole possano esprimere pienamente la misteriosa profondità dell’amore divino.
SIGNORE FA CHE TUTTI TI CERCHINO, SARA’ ALTRO VIVERE CON IL TUO CUORE FISSO NELLA MENTE.
Forse non siamo nemmeno noi dalla parte giusta…
erano assidui nell’ascoltare…nella frazione del pane..nell’unione fraterna…
habitus che ci permette di accedere al banchetto…
Lo abbandoniamo, lo lasciamo solo al
“gat-shemanin” dove prima di essere catturato si ritira a pregare, tra fronde di rami di alberi che una settimana prima erano serviti al popolo ad acclamarlo al SUO ingresso nella città di DIO, con gli Osanna, Viva il nostro RE, Osanna al figlio di DAVIDE!
Gesù ha continuato a pregare nei frangenti più impossibili: da davanti alla tomba di “EL-AZAR”(LAZZARO) , o mentre era flagellato, o saliva il Calvario, o pendeva dalla croce.
Non abbiamo abbastanza “tracce” per proporre ai “nuovi dormienti”un nuovo “Link” che li rimette in “connessione” col BELLO, col BUONO, col Vero?
Usiamo qualsiasi mezzo per ricreare degli spazi per LUI in tutti quei cuori che si stanno appassendo come piante che presto saranno secche e non potranno più dare frutto!!! ???