
Poesia della poesia
Scrivere costa ma hai un lavoro da uomo
se appiccicato sarai all’onestà coatto
come due piedi alla terra
e diffidente
non guardando le streghe
quando passano sul manico di legno
mira dove partono
non altrimenti uscivano le V2
tra le stelle sopra Londra inquieta.
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“Scrivere costa”: è lo sforzo che occorre per superare l’immediato, il caotico; c’è sempre la tentazione di lasciarsi andare alla deriva. Fare mente locale significa trovare ogni volta il luogo della propria vera identità, l’armonia tra il corpo, la psiche e lo spirito. Tutto questo “costa”, richiede impegno e attenzione, i presupposti di ogni crescita.
“Ma hai un lavoro da uomo”: oggi, questa espressione, risulta poco politicamente corretta, ma rende l’idea. Il termine uomo possiamo intenderlo, qui, come un indicatore di pienezza, l’essere in possesso delle proprie facoltà, il ricupero di sensibilità e valori. Siamo sempre impegnati in questo “lavoro” di costruzione, di crescita. Quando si dice che l’ozio è il padre dei vizi, non si è lontani dal vero.
“Se appiccicato sarai all’onestà”: etimologicamente, il termine onestà è legato a onore, una parola passata di moda, quasi incomprensibile per le nuove generazioni, salvo che in certe esperienze politiche dove viene esaltata per mezzo di locuzioni divenute proverbiali (molti nemici molto onore). Ma qui l’onestà va intesa come fedeltà a se stessi, alla verità che emerge da dentro, chiedendo diritto di asilo. È la verità del quotidiano a essere spesso tradita dalle ambizioni individualistiche, dalle illusioni narcisistiche. L’onestà con se stessi diventa onestà con gli altri, clima di sincerità che favorisce ciò che è stato chiamato “il cammino dell’uomo” (Buber).
“Come due piedi alla terra”: da qui comincia un inno al realismo che può essere interpretato in vari modi. Il bello della poesia è questo: un viaggio in cui ciascuno vede un risvolto, una sfumatura sfuggita a qualcun altro. È così che comincia il dialogo interiore, capace di aprire varchi imprevisti, evocazioni inedite: le streghe di Majorino, le V2 che escono sopra il cielo di Londra, sono solo sue, eppure anche di tutti, perché ognuno vi trova una tessera nel mosaico della propria esperienza.

È così che comincia il dialogo interiore
Così, lasciando risuonare le parole dentro perché aprano varchi, e ne possano uscire di nuove, più umane, da donare agli altri.