Poesia italiana del XXI secolo

Natàlia Castaldi è nata a Messina nel 1971. La poesia, la fotografia e la partecipazione attiva alla vita politica e civile, sono i suoi principali campi di interesse, che considera dipendenti e consequenziali gli uni dagli altri. Scrive poesie, saggi, recensioni, brevi brani in prosa, e nell’ottobre del 2009 fonda il Collettivo dei Meltin’po(e)t_s e la rivista di poesia Poetarum Silva, che abbandona definitivamente nel 2013 in seguito a un lungo periodo di malattia. Dal  dirige  Carteggi Letterari – critica e dintorni, divenendo Associazione culturale e casa editrice e web magazine.  Nel 2009 Partecipa alla Biennale di Venezia con la composizione in versi “In Alta Armonia”, ispirata e dedicata a Eluana Englaro, e musicata dal Maestro Marino Baldissera per soprano, flauto, clarinetto, chitarra, arpa e live electronics. E’ presente in molte antologie poetiche. Nel 2011 pubblica Dialoghi con nessuno, Edizioni Smasher. Suoi lavori sono stati pubblicati da diversi siti e blog di poesia, tra i quali: La dimora del tempo sospeso– a cura di Francesco Marotta; Nazione Indiana – a cura di Marco Rovelli; La poesia e lo spirito – a cura di Fabrizio Centofanti e Francesco Sasso.

(Lo sai com’è, e poi arrivano “quelli” e dicono

Che l’ “io deve essere soppresso”

-Allora ci provo

ne invento, uno, mille nuove

voci del mio mondo di

donna

Con loro soffro e ancora

                                sono

nelle ferite che tremano

ai piedi freddi

[me ne infischio delle

soppressioni

delle mode

delle apatie

vestite d’arte]

E tu, amico, tu lo sai:

la libertà è una conquista/

che sanguina PIANO.)

[15112010]

E’ un angolo perfetto quest’ottica

d’autunno Lo Zenith dalle tue labbra

l’ironia ingenua del mondo Saperti

coperta leggera e zucchero a velo

sulla pelle del giorno in equilibrio

*

[22012011] – fino a che punto e quanto ancora?

Sconforto e miopia si somigliano,

strozzando distorcono la messa a fuoco

come se non bastasse il favore del vento

a disperdere lo sdegno dietro le persiane

mentre lo sguardo del mondo

ripiega le imposte

ad ogni ragionevole moto di indignazione –

 Come se non bastasse]

*

[22042008]

Non temo il pianto

in un velo di ruvida salsedine

tra ciglia e cime annodate

d’un marinaio senza stelle.

Nelle vele rigonfie

D’una infruttuosa giornata di pesca

Coltivo le parole

Degli spasmi e delle spire

D’un polipo sbattuto

[fresco di mare e nervatura caparbia]

In un morso di vita.

Da dialoghi con nessuno – scritture [c) la cifra dei giorni, Edizioni Smasher, 2011.

Scontrandosi con la scrittura Natàlia Castaldi incontra la scrittrice che è dento di lei. Ma entrambi, sia la scrittura che la scrittrice, sono l’altro, sono il “nessuno”. Per questo si può imbastire una tracciatura, per questo di può celebrare l’apologia, perché il “nessuno” è e si situa sempre un passo al di là. La poesia è ciò che sfugge al controllo, proprio perché è troppo presente, perché celebra l’assenza e la mancanza, perché cerca volutamente una contaminazione con la prosa, perché il suo scopo precipuo è quello di “essere materia di invenzione sempre nuova.”

(Enzo Campi)

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