
Sujata Bhatt
Un’altra storia
I
Il grande Pan non è morto;
è solo emigrato
in India.
Qui gli dèi girano indisturbati,
travestiti da serpenti o da scimmie;
ed è peccato
trattare male un libro.
È peccato spingere un libro da una parte
con il piede,
è peccato sbatterlo forte
contro un tavolo,
è peccato buttarne uno sbadatamente
dall’altra parte della stanza.
Devi imparare a girare le pagine con garbo,
senza disturbare Sarasvati,
senza offendere l’albero
dal cui legno è stata fatta la carta.
L’idea è semplice: il rispetto del libro, della cultura e della natura. Ma è evidente che la poesia va oltre, orienta a una percezione diversa delle cose, che nasce non da un formalismo sterile, ma dall’amore: “Devi imparare a girare le pagine con garbo”. Mi sembra un verso di grande attualità in un mondo governato dall’approssimazione e dalla superficialità, quando non dalla maleducazione e dalla violenza. Il mio padre spirituale diceva che la carità comincia col trattare bene le persone e le cose: questa poesia di Sujata Bhatt sembra confermarlo.

la carità comincia col trattare bene le persone e le cose:
Concordo, questa poesia sembra confermarlo. Sentimenti di amore, cura e delicatezza traspirano da questi versi, rivelando l’incanto che si cela dietro a ciò che spesso consideriamo ordinario e scontato.
“E’ peccato”, qui usato nel suo significato più profondo.
Non e’ solo sbagliato ma e’ male per l’uomo.
Con garbo
Senza disturbare
Senza offendere
Queste parole si muovono leggere come una farfalla, sono concrete come i suoi colori, potenti come il suo battito d’ali.
Ci vuole sensibilità per avvertirla, cosi bella e delicata. E amarla. Perché tanta bellezza non può che mettere insieme, unire, riempiendo di umanità ogni giorno che ci viene donato.