
Per le opere di Isaac Babel
a I. Ehrenburg autore della prefazione.
Se non sapete punire
se non sapete incenerire
quella parte di voi
quella parte di noi
stessi, che è stata muta;
se non sapete dire
perché abbiamo fatto morire
Babel e gli altri; e chi ha in noi premuta,
vent’anni, la sua bocca;
non parlate, non scrivete
prefazioni, non dorate
quei nomi per la pietà.
Lasciateci la nostra verità
imperfetta, umiliata
– tra la Rivoluzione che è passata
e quella che verrà.
Una poesia di denuncia, questa di Fortini, che colpisce al cuore l’ipocrisia del potere: il quale, come dice Gesù, prima uccide i profeti e poi costruisce loro i sepolcri. Un invito a riflettere sulla volontà di compromettersi e prendere sul serio la vita.

Lascia un sapore amaro questa poesia, una scossa al cuore, catapultato nelle vicende terribili del secolo passato, e più in profondità, nel male che alberga nell’animo umano.
L’invito a prendere sul serio la vita, accende di senso l’ombra che questi versi proiettano.
Se non sapete … non parlate …?
Molto bella, attuale.
Lode della cattiva considerazione di sé
La poiana non ha nulla da rimproverarsi.
Gli scrupoli sono estranei alla pantera nera.
I piranha non dubitano della bontà delle proprie azioni.
Il serpente a sonagli si accetta senza riserve.
Uno sciacallo autocritico non esiste.
La locusta, l’alligatore, la trichina e il tafano
vivono come vivono e ne sono contenti.
Il cuore dell’orca pesa cento chili,
ma sotto un altro aspetto è leggero.
Non c’è nulla di più animale
della coscienza pulita,
sul terzo pianeta del Sole.
W.Szymborska