
LETTERA
Padre, il mondo ti ha vinto giorno per giorno
come vincerà me, che ti somiglio.
Padre di magre risa, padre di cuore bruciato
padre, il più triste dei miei fratelli, padre, Continua a leggere

LETTERA
Padre, il mondo ti ha vinto giorno per giorno
come vincerà me, che ti somiglio.
Padre di magre risa, padre di cuore bruciato
padre, il più triste dei miei fratelli, padre, Continua a leggere
Stanotte un qualche animale
ha ucciso una bestiola sottocasa. Sulle piastrelle
che illumina un bel sole
ha lasciato uno sgorbio sanguinoso
un mucchietto di visceri viola
e del fiele la vescica tutta d’oro.
Chissà dove ora si gode, dove dorme, dove sogna
di mordere e fulmineo eliminare
dal ventre della vittima le parti
fetide, amare.
Vedo il mare, è celeste, lietissime le vele.
E non è vero.
Il piccolo animale sanguinario
ha morso nel veleno
e ora cieco di luce
stride e combatte e implora dagli spini pietà.
La morale è chiara, ma la poesia dice di più. Siamo lì, anche noi alle prese col dolore e la violenza, con gli opposti di una vita che ci provoca a ogni istante.

Per le opere di Isaac Babel
a I. Ehrenburg autore della prefazione.
Se non sapete punire
se non sapete incenerire
quella parte di voi
quella parte di noi
stessi, che è stata muta;
se non sapete dire
perché abbiamo fatto morire
Babel e gli altri; e chi ha in noi premuta,
vent’anni, la sua bocca;
non parlate, non scrivete
prefazioni, non dorate
quei nomi per la pietà.
Lasciateci la nostra verità
imperfetta, umiliata
– tra la Rivoluzione che è passata
e quella che verrà.
Continua a leggere
Sul pianoro
Quando al geometrico inverno subentra la primavera
con un gran pianto di morte
sento crescere la meraviglia del verde.
Pier Luigi Bacchini, Cerchi d’acqua. Haiku
*
Dopo una strage
da Lu Hsun
Le notti lunghe di primavera le passo ormai
con moglie e figlio. Fragili alle tempie i capelli.
Continua a leggere

Attilio Bertolucci, La capanna indiana
III
Dov’è volato l’uccello che nell’ora
più calda ti è passato sopra
alto, e i pali, i tronchi giovani
di gaggìa che ti formano, capanna
deserta, si sono rigati di freddo
un attimo nella quiete del sole?

Il merlo
Uccello che dici “anima
risorgi”, gridi dalla selvetta
d’aceri e ghiande, merlo
d’amarezza, e dal vino
di viole e da cave
d’alabastro o deboli croci
dell’Aventino,
sì, dici, la mente sfinita
annegala e le rughe
nella fonte di giovinezza
che in mezzo al bosco sempre sta
dov’è il paradiso d’edere,
dove il risveglio è riso
e la tua nota non nuoce.
E dove ogni cosa è com’era
per virtù di siepi nitida
in specchi di solchi e nubi
al giovane di cera e veemenza
che nel vento ti udiva
di Pasqua lodare l’ora
e il convento nel blu spariva.
O ridicolo mite vacuo
detto anima mia risorgere
è, lo sai, di chi nulla ricorda.
E invece che Irlanda di morti
narrò mai, di che peregrine
erbe balbetti, di che limbo rivolo
gelidissimo sei.
[Franco Fortini, Poesie scelte (1938-1973), Oscar Mondadori Poesia, 1974, pp. 157-158]

Da Secondo le fasi lunari
Se un colombo vola, subito dietro un altro, e un altro
dalla gronda allarga le ali, e l’ultimo
che col becco si solletica e ad altro
sembra che pensi, o che lo chiami, dimmi e spiegami,
sì, tu, dio degli inferni, cosa mai gli pesa,
cosa gli lega l’ala, se triste come un flirt stanco,
lì, che sembra stia per levarsi in volo, guarda una siepe
di uccelli di passo dove garruli si allontanano?
Oh quanto cielo! quanta aria! quanta rovina!
Saper volare, saper cantare, ed è vana
ogni sapienza se nessuno ti chiama.
Continua a leggere

Giuseppe Ferrara è uno straordinario personaggio che, per prima cosa, dall’originaria, lucana Potenza è andato ad abitare nella città iscritta nel proprio nome, manifestando così – involontariamente e casualmente, direbbe magari lui – un senso delle leggi verbali non comune. È ricercatore scientifico nel campo della fisica e poeta che si esprime in svariati registri. Continua a leggere
[youtube=https://youtu.be/VsT-8MujPZw]
da qui
Franco Fortini –
Agli amici
da: Franco Fortini “Poesia ed errore”,
Feltrinelli -1959
Lettura di Luigi Maria Corsanico
Erik Satie – Gymnopedie No 3,
Orchestrated by Claude Debussy
****************************************** Continua a leggere

Un dettaglio dalla Santa Lucia di Francesco del Cossa, conservata alla National Gallery of Art di Washington. Che è anche l’immagine di copertina di Una volta per sempre di Franco Fortini, di cui ricorre il centenario della nascita (Firenze 1917-Milano 1994).
Di seguito alcuni versi tratti dal libro (Einaudi 1978, Supercoralli), che comprende quattro raccolte: Foglio di via, Poesia e errore, Una volta per sempre, Questo muro.
Come si legge nel retro di copertina del volume il titolo Una volta per sempre è ispirato a queste parole di Alessandro Manzoni: «Un vero veduto dalla mente per sempre o, per parlare con più precisione, irrevocabilmente».
13 dicembre 2017 Continua a leggere
[youtube=https://youtu.be/G8O5m0yZdEA]
da qui
Franco Fortini
vice veris
da “Foglio di via e altri versi”, Einaudi, Torino, 1946
Lettura di Luigi Maria Corsanico
Sergej Rachmaninov, Elegie Op. 3 No. 2
Emre Oztek´(excerpt)
immagini dal web di proprietà degli autori
****************************************** Continua a leggere

Martedì 5 febbraio alle ore 21 sarà presentato alla Libreria Popolare di via Tadino 18, a Milano (tel. 02.29513268, [email protected]), il n. 9 di Poliscritture.
Il numero 9 di Poliscritture è interamente dedicato alla figura del grande critico e poeta toscano Franco Lattes (alias Franco Fortini), uno degli intellettuali che ha occupato la scena letteraria e culturale del secondo Novecento, una figura ingiustamente dimenticata dalla cultura odierna, ma con la quale prima o poi bisogna fare i conti. Continua a leggere

La parte monografica del prossimo numero nove di Poliscritture sarà dedicato a Franco Fortini. La redazione della rivista ha pubblicato una traccia di lavoro ed aperto un “cantiere” sul grande poeta e saggista, invitando alla collaborazione ed ad inviare materiali relativi alla sua notevole produzione intellettuale, critico-letteraria e poetica.
La traccia di lavoro si può leggere sul sito www.poliscritture.it; gli eventuali materiali vanno inviati al seguente indirizzo email: [email protected]. Il “cantiere” viene avviato con questo testo di Donato Salzarulo, che propongo alla vostra attenzione. Continua a leggere
Martedì 9 febbraio 2010 ore 21, Milano
Palazzina Liberty, Largo Marinai d’Italia 1
Franco Fortini: Per un buon uso delle rovine
storia d’Italia tra poesie e prose
uno spettacolo di Ezio Partesana
a cura di Ennio Abate
Ingresso libero
con Oliviero Corbetta
Interverrà Giancarlo Majorino Continua a leggere

Ogni giorno c’è un’offesa alla ragione. Basta vedere come la ministra progetta l’integrazione o cos’ha da proporre un viceministro all’insegnante precaria Barbara Evola. Oppure questa scuola. O questa Italia e questa. Siamo lontani da un’etica dell’amore, dell’accoglienza e del dono… Donato Salzarulo, ieri insegnante oggi dirigente scolastico, saluta gli allievi delle classi di quinta elementare della sua scuola spiegando una poesia di Franco Fortini. Poi mette per iscritto e dà loro il testo della lezione, stampato in un simpatico libretto. “Vi farà compagnia nella vita” dice. Mi sembra di buon auspicio presentare questa lezione. Con l’augurio di un buon anno alla scuola italiana e a tutti.
I lampi della magnolia
di Donato Salzarulo
In questi giorni sto girando le classi quinte di scuola elementare del mio Circolo con questa poesia di Franco Fortini Continua a leggere
da Foglio di via
E’ questo il sonno
E’ questo il sonno, edera nera, nostra
Corona: presto saremo beati
In una madre inesistente, schiuse
Nel buio le labbra sfinite, sepolti.
E quel che odi, poi, non sai se ascolti
Da vie di neve in fuga un canto o un vento,
O è in te e dilaga e parla la sorgente
Cupa tua, l’onda vaga tua del niente. Continua a leggere