Amore senza amore
Si sentiva nervoso, doveva combinare qualcosa, uscire di casa.
Decise per una passeggiata, una camminata lungo il fiume, attraversando infine il ponte che separava il centro storico dalla periferia, costituita da un miscuglio di antiche fattorie, per lo più abbandonate, nuovi condomini, supermercati e un enorme centro commerciale in vetro e cemento.
– Ciao John – lo salutò il suo omonimo in versione italica, Giovanni.
Lo chiamavano così per il suo amore infinito verso i film western con protagonista il mitico Wayne. Ordinò un caffè ginseng e si sedette in un tavolino all’aperto del bar, situato vicino a uno dei pochi parco giochi, sopravvissuto alla speculazione edilizia.
– Ti vedo pensieroso oggi, John – osservò il barista, servendolo.
– Niente di che, Giovanni – rispose lui, mentendo.
Era alle prese con un dilemma, altro che niente!
Aveva trascorso quasi tre anni con una donna bellissima, avvenente, fine, elegante, intelligente e, strano per la media delle donne, silenziosa o comunque non chiacchierona, insomma come piaceva a lui.
Solo un difetto non proprio insignificante turbava il suo cinico essere.
Era innamorata di lui e credeva, pretendendolo, lo stesso da lui nei suoi confronti.
Così dopo la loro prima volta lui era stato “costretto”, per continuare a possederla, a mentirle un suo inesistente amore; sì stava bene con lei, ma una volta andati ognuno a casa propria si dimenticava di lei, mentre l’amore per lui era un continuo pensiero, come una scarica elettrica che alimentava sempre mente e cuore, dal risveglio all’addormentarsi.
Doveva riflettere sul bivio che oramai il trascorrere del tempo e dei litigi sempre più continui lo obbligavano a decidere, tra una continua bugia o la fine di un amore senza amore.
Lei percepiva la distanza emotiva, come solo una donna può fare, mentre lui continuava a gestire la lontananza, seppure limitata da pochi chilometri, con noncuranza e facendo magari passare dei giorni nel silenzio assoluto.
– Siamo entrambi liberi, perché ogni tanto sparisci e non mi chiami? – gli rinfacciava lei, facendolo sentire a volte braccato, a volte colpevole.
Si alzò dalla sedia, andò al bancone e pagò Giovanni, senza una parola.
Seguì un percorso familiare che lo condusse ad un citofono; oramai era ora di pranzo e doveva essere a casa.
Lo scatto del portone e poi della serratura della porta blindata fu come un via allo sfogo della verità che aveva dentro.
– Mi dispiace – disse lui, mentre lei versava lacrime amare, prima di scomparire per sempre.
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Una piccola bionda scherzosa
Nuovo anno, solita vita.
“Che barba, che noia” pensa Gory Tex, con una inusuale carica introspettiva.
Sta affacciato alla ringhiera della piazzetta rialzata sopra Boccadasse, borgo splendido alla fine di Corso Italia, il lungomare di Genova.Lo sguardo è perso sull’orizzonte blu marino.
Una pacca sulla spalla lo scalza dai pensieri grigi, facendolo tornare in sé.
Pulpy Fix non soffre di tali momenti di malinconia, è sempre carico di adrenalina nei confronti della vita a trecentosessanta gradi, un cerchio completo di sesso, violenza e motori.
Gory sta per girarsi verso il socio di crimini, ma, per fortuna, non lo fa.
Gli occhi sono attratti da una chioma bionda, un fisico snello, una somiglianza che arriva dal passato, al momento persa nella nebbia della memoria e per questo più attrattiva che mai; una scossa inaspettata che fulmina il momento spento dell’uomo, come solo una donna può fare.
Si trova giù, tra scogli, mare e piccola spiaggia occupata dalle barche dei pescatori; passeggia sorridente in questa mattinata solare di fine gennaio.
– Marilyn Monroe! – esclama, con un tono da liberazione.
– Prima te ne stai mogio mogio e ora parli ai fantasmi, ma dai i ciocchi?
Pulpy utilizza una espressione dialettale genovese, per chiedere ad una persona se sta dando di matto.
– Belin, guarda là – indica col braccio dritto e indice proteso in basso, verso l’apparizione bionda.
Il caso ha tramato in favore di Tex e lui ne approfitta; rispolvera il sorriso da night club riservato solitamente alle nuove ragazze stile lap dance e scende di corsa la ripida scaletta, arrivando di fronte alla sosia della grande attrice americana.
– Posso dirle una cosa, signorina? – le chiede subito dopo.
Lei si aspetta l’ennesimo ammiratore che si vuole complimentare per la somiglianza scontata; è pronta ad ascoltare per un attimo e poi sparire.
– Desidero ringraziarla perché mi ha cambiato la giornata!
La coglie di sorpresa, con le difese che cian cianin ossia piano piano si abbassano.
Dal successivo dialogo emerge un comune amore per il mare e un piacevole senso dell’umorismo, che da sempre affascina Gory; saper fare ridere è una dotazione importante per conquistare e non vale solo per le donne!
Alla fine si scambiano i numeri di cellulare per un prossimo appuntamento, naturalmente in riva al mare.
– Allora com’è? – chiede il suo amico appena torna da lui.
– Una piccola bionda scherzosa! – risponde entusiasta.
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Roberto Scudeletti
Nato a Genova nel lontano 1966, prima carabiniere in Veneto e Latina, poi promotore finanziario a Mestre (VE), infine trader di borsa e collaboratore familiare nell’azienda agricola della moglie a Noale (VE), scrive il suo primo racconto “La Villa Maledetta” nel 1981 a 15 anni, alimentato da una lettura giovanile e adolescenziale dei classici di nonna e mamma, da “I Ragazzi della Via Paal”, ai romanzi di Salgari e Dumas sino ai romanzi per ragazzi della Mondadori, la serie “Pimlico Boys” su tutti.
Negli anni ’90 trascura la scrittura, ma riprende la lettura, però circoscritta a due generi, il thriller e il romanzo storico, da Patricia Cornwell e John Grisham a Wilbur Smith e Ken Follet.
Nel 2007 la vena creativa trova nuova linfa, con il racconto storico medioevale “Il Cavaliere Senza Tempo”, ambientato nella città murata di Noale dove vive e la partecipazione al primo di tanti concorsi letterari “Parole in Corsa” della ACTV azienda trasporti di Venezia, con il racconto “Un Giorno per Caso”.
Nel 2010, anno in cui apre il suo blog letterario “Giochi di Parole” su www.scudeletti.blogspot.com, ha l’onore di partecipare ad un corso di scrittura creativa a Mogliano Veneto (TV) tenuto dal poeta e scrittore Paolo Ruffilli, attraverso il quale riesce ad affinare lo stile di prosa togliendo il superfluo e facendo immaginare al lettore senza dire, nonché ad aggiungere alla sua biblioteca personale anche alcuni autori classici, tra cui spiccano il russo Dostoevskij ed il francese Balzac.
Il corso produce ad inizio 2011 una antologia dal titolo “Rosa Ristretto” che contiene il suo racconto “La Scelta Finale”.
Nello stesso anno partecipa ad un concorso dell’editore modenese Damster che vince, partecipando così assieme ad altri 20 scrittori da tutta Italia all’antologia “Voglio Un Racconto Spericolato” dedicato alle canzoni di Vasco Rossi, col suo racconto “Vita D’Alfredo”.
Nel 2012 inventa una serie di racconti pulp ambientata nella natia Genova e incentrata su un duo di amici criminali dai nick name evocativi Gory Tex & Pulpy Fix.
Nel 2013 il racconto “Donna Daniela” viene pubblicato nella antologia “Almanacco 2 eros”.
Nel 2014 il sesto episodio “Racconto di Natale” viene pubblicato nel giornale quotidiano “La Nuova Venezia”.
Nel frattempo continuano nel blog le pubblicazioni di racconti di vario genere, della serie pulp e rare poesie.
Sempre nel 2014 viene pubblicato il racconto “Fuori Servizio” per l’Antologia “Dritto Al Cuore”. Il ricavato verrà devoluto al progetto “Mettici il cuore” dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.
Nel 2015 analoga partecipazione benefica per l’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze, con il racconto “Notte Fonda” nella Antologia “Gente che Scrive… sul mare!”.
Ama partecipare a presentazioni letterarie dei suoi autori preferiti che incontra personalmente: Jeffery Deaver a Padova e a Mestre, Glenn Cooper a San Donà (VE), Andrea De Carlo a Padova, Alessia Gazzola a Mirano (VE).
Dal 2016 causa aumento del tempo dedicato al lavoro per la Agricola Pesce sia la partecipazione a concorsi sia ovviamente la scrittura hanno un netto rallentamento, mentre continua la lettura, cercando di ampliare la cerchia di scrittori sia italiani sia internazionali.
