Lirico terapia. Giorgio Bassani


Saluto a Roma

Addio, arena di calce, addio diamante,

il tuo cielo su me è un chiuso volto;

lascia ch’io torni al mio paese sepolto

nell’erba come in un mare caldo e pesante.

 

Porte roventi nel cielo distante,

nero è il tuo sole, nera è la tua luna.

Carne senza rimpianti, riso senza nessuna

memoria: addio città senza speranza.

 

Perché io so le tue vie, diritte spade, i suoni

delle tue piazze celesti; ma so il vento

che ti affila, il lamento

delle tue nascoste stazioni.

 

No, la tua fronte non splende di grazia.

Chi ti raccoglierà, grido di giubilo?

L’iride che ti specchia è senza nubi.

Sei sola, dentro le tue mura di spazio.

La città cambia a seconda dello sguardo. Questo è lo sguardo dei versi di Giorgio Bassani sulla capitale.

2 pensieri su “Lirico terapia. Giorgio Bassani

  1. S&R

    Non è il solo poeta a vederla così, anche Rilke ad esempio ne rimase in qualche modo deluso.
    Questo fa riflettere: ogni bellezza, anche quando è oggettiva, fa vibrare determinate corde e non altre, così diventa un luogo dell’anima, in cui qualcuno si riconosce e comincia a vibrare su quella stessa frequenza, mentre qualcun altro rimane distante perché viaggia su altre tonalità.

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