Due inediti di Rosa Salvia

 

Due poesie inedite di Rosa Salvia

 

              Preghiera a Maria

     

              Sono la curva stanca della luna –

              anno per anno, entro di me, mutai

              volto e sostanza, il palmo segnato

              da tutte le mie morti.

 

              Ma la neve copre le cesoie del 

              tempo, il tintinnio del dubbio,

              e le tracce chissà dove nel nulla. 

             

              Bisogna che io impari a vivere

              di nuovo, svolgendo avvolgendo

              la fascia bianca della preghiera

              a nostra Madre eterna

 

              per rimanere come un’età che

              non ha nome, umana fra le umane

              debolezze, e pur vivente di Maria

              soltanto e solo in lei bambina. 

 

 

               So poco del Cristo

              So poco del Cristo, troppo grande

              il mistero, ma Lui sembra sapere di me,

              mi guida come una scia sull’acqua

              quando i suoni diventano parole, 

              in quella linea labile del giorno, 

              transito impercettibile fra la vita e la morte,

              tra una fine e un principio:

              un punto di partenza o di ritorno?

 

              Sul legno della croce trasmigrano le rondini,

              innamorate di eterne piume più leggere,

              bruciano gli sterpi, maturano silenzi,

              si riannodano echi che assolvono e 

              perpetuano i rimorsi e le assenze,

              calano le maschere, 

              ombre prive di forma, consistenza.              

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