
Max Ponte è nato ad Asti nel 1977, poeta, scrittore e attivista culturale, ha studiato a Torino dove si è laureato in filosofia e a Parigi dove ha ottenuto un Master Recherche in letteratura. Suoi racconti e poesie sono stati pubblicati in antologie, riviste e raccolte collettive. Le sue liriche sono state tradotte in francese, spagnolo e rumeno. Il primo libro di Max Ponte si intitola Eyeliner, Bastogi, 2010. Del 2016 la silloge 56 poesie d’amore, granchiofarfalla. Nel 2018 ha portato in scena al Teatro Baretti di Torino lo spettacolo “Poesie d’amore con il sitar” con il musicista Riccardo Di Gianni. Nel 2019 ha curato con Andrea Laiolo la riedizione dell’opera alfieriana La virtù sconosciuta, Paginauno. Nel 2020 è giunta in libreria l’ultima raccolta poetica di Max Ponte intitolata Ad ogni naufragio sarò con te, La strada per Babilonia. L’autore ha curato vari eventi letterari e culturali. Vive a Villanova d’Asti.
Amor mio luddista
Amor mio luddista
sei fuggita da ogni rete
ed ora sei a bassa fedeltà
usi mezzi antichi
propri di un terrorista
Amor mio fuggitivo
di te una foto sul profilo
sembri così bianca
marmo di Carrara chissà
se ti han fatto un graffito?
Amor mio in quarantena
mi hai detto “stacco”
ed io sono andato in corto
ma delle tue parole
io sento ogni scossa
ed ogni filo è scoperto
*
Partiamo per i campi di girasoli
Troveremo lì nuovi lavori ci faremo
Collane di semi e olii per le nostre
Notti e le insalate dei nostri pensieri
Sarà come se ci fossimo sposati ieri
Tu con un’acconciatura di fiori e frutta
Io con una cravatta di corteccia
Partiamo per i campi di girasoli
Spuntati da terra come orologi
Sarà il tempo del giallo rotante
E dei liquidati minuti in bottiglie
Di vetro verde da vendere al
Mercato del giovedì mentre la
Radio trasmette bollettini
Da città caucasiche partiamo per
I campi di girasole con panieri
E borse in vimini intrecciate due
Teli di lino due verdure saltate
*
Un solo umore un solo fiato
Ti porterò nella
città in ascesa a
spaziar panorami
tersi come adolescenti
che vivono diorami
d’amori furtivi
Vestirò l’abito
migliore e avrò
l’attenzione che
il nonno prestava
al tuo candore e che
cerchi in ogni uomo.
Pagherò il mio
e il tuo demone
buono e tratterò
con tutti i criminali
per il tuo rilascio nel
mondo degli umani.
Ti condurrò nei
fondali urbani tu
abbraccerai zingari
e profughi sarai
ancora la principessa
dei disgraziati.
Suonerò per te
musica klezmer
davanti alla sinagoga
al centro di questa
Europa unita con
lo sputo le nostre
lingue avranno un
solo umore un
solo fiato.
“Tutto, come il santino e la madonnina di una delle poesie o come le lacrime artificiali, contribuisce ad ampliare in modi diversi la messa in scena, unendo sacro e profano, distanze minime e massime da percorrere, l’effetto della poesia come rappresentazione.”
(Luigi Cannillo)
