2 pensieri su “Luigi Maria Corsanico legge Ted Hughes

  1. Luigi Maria Corsanico

    Ted Hughes (Mytholmroyd, 17 agosto 1930 – Londra, 28 ottobre 1998)
    Il Falco nella Pioggia
    The Hawk in the Rain
    First edition – Faber and Faber, 1957
    Traduzione di Marcello Comitini

    Lettura di Luigi Maria Corsanico

    Paul Hindemith – Der Tod (1931)
    Uwe Gronostay · Netherlands Chamber Choir
    Die Zukunft
    Friedrich Gottlieb Klopstock (1724 – 1803)

    Immagini:
    – Illustrazione di ANGELA HARDING, Painter & Printmaker
    – Finlayson, Ann (1943 – 1999) Hawk in the Rain

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    Annego nella fragorosa terra arata, passo
    dopo passo mi tiro via dalla bocca avida della terra,
    Dall’argilla che stringe ogni mio passo fino alla caviglia
    Com’è costume della tomba ostinata, ma il falco

    In alto senza sforzo blocca il suo occhio fermo.
    Le sue ali trattengono tutto il creato in una quiete senza peso,
    Immobile come un’allucinazione nell’aria fluente.
    Intanto il vento che batte uccide questa difesa ostinata,

    Mi acceca, mi toglie il fiato, mi stringe il cuore,
    E la pioggia mi colpisce la testa fino alle ossa, il falco blocca
    La punta di diamante della volontà, stella polare
    Della resistenza del naufrago in mare: e io,

    Sanguinante stordito, contando gli ultimi momenti
    Boccone nelle fauci della terra, mi affatico verso il massimo
    Fulcro di violenza dove il falco resta fermo,
    Che forse in questo momento incontra il tempo

    giunto dalla parte sbagliata, patisce scagliato a testa in giù,
    Che l’aria gli strappi gli occhi, le poderose montagne si schiantino su di lui,
    L’orizzonte lo intrappola; l’occhio angelico rotondo
    Fracassato, mescola il sangue del suo cuore con il fango della terra.

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  2. Marcello Comitini

    Le poesie di Ted Hughes sono espressione della sua concezione di una natura feroce e crudele, presentata spesso parlando di animali, in modo non lontano dal narrativo, riuscendo nel medesimo tempo minutamente realistico e simbolico, con immagini e linguaggio fortemente concentrati.

    In questa poesia in particolare sentiamo l’eco disperato di Silvia Plath, morta suicida e del cui dramma Ted Hughes, marito della poetessa, si è addossato tutta la responsabilità. Se non fosse stato così questi versi avrebbero assunto il tono di un mero “flatus voci”, un esercizio stilistico privo di ogni collegamento con l’animo del poeta. Viceversa la sua sensibilità verso la moglie affetta da un forte esaurimento nervoso, dona a questi versi, là dove recitano la forza morale del falco e il suo essere travolto dalla vita, il peso morale della sua coscienza e donano senso alla lotta che il poeta così bene descrive.

    Sono grato a Luigi che me ne ha parlato, invitandomi a tradurla e a Fabrizio Centofanti che l’ha segnalata.

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