
Siamo il frutto del perdono: cominciamo a vivere quando Dio comunica la grazia al condannato a morte, l’assoluzione all’imputato sicuro di finire in carcere. Siamo fatti per la gratitudine, programmati per la riconoscenza. In paradiso, il regno del grazie, potremo finalmente essere noi stessi.

…e se non sappiamo dire il “grazie”terreno,umilmente,
riconoscenti, e perché no,pentiti,
non credo che potremmo accedere al “Grazie” eterno nel Regno dei Cieli…non saremmo mai “a Sua Immagine”….